Economia e Politica

Salvini: «Il Cile sceglie: mi auguro che vinca il candidato di destra Kast». Polemiche del Pd: «Il padre era un nazista»

In Cile si sta svolgendo il ballottaggio per le elezioni presidenziali e Matteo Salvini fa propaganda per l’ultraconservatore Kast. La votazione vede contrapporsi il riformista di sinistra Gabriel Boric e l’ultraconservatore Jose’ Kast. Sono le elezioni piu’ significative dal ritorno della democrazia. Dopo un trentennio di alternanza di governi di centrosinistra e centrodestra, il Paese sudamericano sara’ di fatto governato dal presidente piu’ di sinistra che abbia avuto dall’epoca di Salvador Allende (1970-1973) o da quello piu’ di destra dal ritorno della democrazia dopo la dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990). L’esito della votazione e’ inoltre tra i piu’ incerti. Negli ultimi sondaggi Boric figura in leggero vantaggio su Kast, ma tenendo conto di un potenziale margine di errore del 2-3 per cento si tratta in realta’ di una situazione di “pareggio tecnico”. Ancora alto inoltre il numero di indecisi in grado di spostare l’ago della bilancia, attestato attorno al 25 per cento.

L’appello di Salvini

In Italia Kast ha trovato un suo grande sostenitore in Matteo Salvini. “Il Cile sceglie: mi auguro che vinca Kast perché il Paese abbia ordine e sicurezza”. Ma il Pd repilica: “Il padre di Kast era un nazista”.

Il PD ha le prove

Non sono più voci, adesso c’è la prova: una tessera dell’Archivio federale tedesco. Conferma ciò che l’aspirante presidente del Cile di estrema destra ha sempre negato: il padre di José Antonio Kast, Michael Kast, era un membro del Partito nazista. Nessuno lo aveva obbligato aderire, non è vero che era stato come milioni di tedeschi solo arruolato a forza nell’esercito e che questo non lo faceva essere automaticamente un seguace di Hitler. Prima di compiere 18 anni, Michael Kast si è iscritto al partito. Lo dimostra il documento che porta la data del 1 settembre 1942, al culmine della guerra del Führer contro l’Unione Sovietica.

La scoperta

La tessera è stata scoperta dal giornalista cileno Mauricio Weibel che l’ha diffusa sui social. Ha fatto subito scalpore ed è diventata virale. È stata visionata dall’Associated Press che ne ha ottenuto una copia dall’Archivio tedesco. Questo smentisce le dichiarazioni risentite del vincitore al primo turno alle elezioni presidenziali che sta sfidando al ballottaggio il candidato della sinistra Gabriel Boric. Davanti al giornalista che lo intervistava nel 2018 chiedendogli di suo padre, un nazista fuggito in Sudamerica subito dopo la guerra, Kast si inalberò: “Perché usa quell’aggettivo, nazista? Quando c’è un conflitto, un giovane di 17,18 anni, non ha scelta. È obbligato ad arruolarsi. Se non lo fa viene fucilato. Mio padre ha solo obbedito a un ordine. È stato un soldato, come tantissimi altri tedeschi”.

Non criminale di guerra ma…

Michael Kast non è accusato di niente. Non avrebbe commesso o partecipato alle atrocità di cui si sono macchiati tanti aderenti al Partito nazionalsocialista dei Lavoratori. Resta il fatto. Acclarato adesso da un documento ufficiale che sbugiarda l’avvocato 55enne. Avere un presidente con chiare simpatie per la dittatura di Augusto Pinochet, figlio di un nazista, sarebbe una macchia insopportabile per un Paese che ha pagato un prezzo altissimo nei 17 anni di feroce dittatura militare. Nessuno aveva obbligato Kast padre ad aderire al progetto di Hitler. Lo conferma all’Ap Armin Nolzen, storico tedesco che ha indagato a lungo sui militanti del Partito nazista: “Non esiste un solo esempio che ti costringessero ad affiliarti al partito”. 

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