Economia e Politica

Schiavonia: basta tagli alla sanità

Da quando è iniziata l’emergenza Covid19, i residenti della Bassa Padovana, un bacino di utenza di 180.000 persone, un’area che ha rinunciato a quattro ospedali, da più di 2 mesi, precisamente dal 21 febbraio 2020, sono privati dell’unico nosocomio di riferimento. Il 21 aprile è stato riattivato il punto nascite mentre nel retro dell’Ospedale Madre Teresa di Schiavonia sta prendendo forma l’ospedale da campo donato dal Qatar, una tendostruttura che occupa circa 5mila metri quadri.

Endrizzi interviene su Schiavonia

“Il territorio della Bassa Padovana si è trovato penalizzato una situazione emergenziale, solo in parte imprevedibile” commenta il Sen. Giovanni Endrizzi del Movimento5Stelle. “Fin dall’adozione dei piani pandemici regionali -percorso iniziato nel 2005!- situazioni di questa portata dovevano quantomeno essere pianificate negli scenari possibili. Compresa l’organizzazione della rete di assistenza. Materia su cui le Regioni già hanno autonomia. Al netto della situazione concreta che si è venuta a creare, resta un fatto che da due mesi un bacino di utenti di 180.000 persone, si è ritrovato improvvisamente a non avere più tempestivo riferimento per le urgenze e a doversi spostare anche a 60 km di distanza con tempi di percorrenza dilatati. Se in fase emergenziale era forse tollerabile, con l’allentamento del blocco entreremo in una lunga fase di convivenza con il virus. Per quanto tempo questa discriminazione resterà? Sappiamo come il provvisorio diventa poi permanente”.

L’intervento di Barbiero

”E’ stato riattivato il punto nascite.” Commenta Andrea Barbiero attivista del Movimento 5 Stelle candidato alle prossime elezioni regionali. “Per gli altri reparti tuttavia ci saranno ancora da attendere settimane e non abbiamo tempi certi. Come sottolineato dal Sen. Endrizzi, siamo consapevoli della situazione emergenziale ma non possiamo trascurare le scelte e le affermazioni fatte dal nostro Governatore in questi due mesi che hanno messo in agitazione e apprensione 180.000 persone perché evidentemente non valuta che le zone più remote del distretto 5, distano anche 30 km da Monselice e non ci sono solo i 23 km della tratta autostradale Monselice- Rovigo citata da Zaia.

20 sindaci la settimana scorsa hanno protestato davanti all’ospedale e rischiano una sanzione. Altri 101 dell’Ulss6 ancora attendono risposte dal Presidente Zaia dopo aver chiesto la revisione del piano sanitario per riportare il presidio ospedaliero nella bassa padovana.

E di considerare subito, vista la minaccia di un’ondata di ritorno dell’epidemia, la possibilità di realizzare un Covid-hospital, presso l’ex ospedale di Monselice. Si è rinunciato a 4 ospedali di Conselve, Monselice, Este e Montagnana in cambio di 1. Ci domandiamo dove fossero allora quegli stessi sindaci che oggi sono sul piede di guerra, quando si direzionavano i servizi verso il privato facendo gli interessi delle lobby della sanità e dell’assistenza. Quale futuro ci attende?”.

Giuliani e Schiavonia

”La situazione che stiamo vivendo” afferma il Consigliere pentastellato di Monselice, Angelo Giuliani “è, purtroppo, frutto di una politica di tagli troppo presente negli ultimi anni nella nostra Regione. E che ha interessato in particolare l’ULSS 6 che a fronte ai 63 milioni di contributi regionali dal 2017 al 2020 , i bilanci hanno registrato una perdita di oltre 33 milioni. Causando continue diminuzioni nei costi di produzione, quindi minori servizi agli utenti senza benefici consistenti nel complesso della gestione.

In questo scenario” continua Giuliani ”se si troverà una soluzione e noi della Bassa non rimarremo emarginati,  sarà grazie al dono del Qatar dell’ospedale da campo che si sta allestendo. Non certo per merito del nostro Governatore. Anche la Sindaca Bedin farebbe meglio preoccuparsi di essere solidale con i colleghi che difendono il territorio. Tagliare la sanità e il sociale non può che rendere solo più poveri”.

Interviene Cappelletti

“Dal 1999 al 2019, più o meno il periodo di Zaia in regione” commenta Enrico Cappelletti, candidato Presidente alla regione Veneto per il MoVimento 5 stelle, “nella sanità veneta è stato tagliato un posto letto su quattro. Smantellando nel pubblico per privilegiare il privato. Sia in termini di posti letto nelle strutture private, sia facendo lucrare i privati sui nuovi ospedali. Quelli realizzati in project financing, come a Mestre ma anche Schiavonia. Che hanno aperto autentiche voragini nei conti della regione. È comprensibile che cittadini e sindaci siano molto preoccupati. E ne hanno ben ragione”.

Raduzzi e Schiavonia

“Ventidue sindaci hanno recentemente manifestato davanti all’ospedale perché esasperati dal silenzio di Zaia”. Commenta il deputato pentastellato Raphael Raduzzi. “I cittadini hanno il diritto di conoscere i tempi e gli scenari futuri. Dobbiamo considerare che vi sono necessità di assistenza urgente che devono essere garantite entro 30 minuti. Se le distanze si allungano non vi è alcuna certezza. In momenti emergenziali come quello che stiamo vivendo ci si accorge di quanto incidano i tagli fatti alla sanità pubblica. Che dovrà essere al centro del dibattito politico dei prossimi anni. Paradossalmente questa emergenza può e deve trasformarsi in una opportunità per scegliere un futuro migliore”.

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