Economia e Politica

Schio come Vicenza

Ne avevamo parlato la settimana scorsa. https://www.ilsestantenews.it/economia-e-politica/vicenza-fascista/. Adesso anche Schio, importante città della sua provincia inizia a manifestare gli stessi sintomi. Gli antifascisti, infatti,  chiedono le dimissioni del consigliere di PrimaSchio. Mentre Cioni rilancia accusando la coalizione civica di aver promosso e sposato una manifestazione divisiva e composta da violenti.

Gli eventi a Schio

Si è conclusa con una carica della polizia la celebrazione religiosa per il ricordo delle vittime dell’Eccidio, di cui ricorre il 75° anniversario. Imponente lo schieramento di polizia e carabinieri. Dopo la santa messa con l’amministrazione e i familiari delle vittime, i militanti dell’estrema destra tra cui FdI, Forza Nuova e Casapound, come sempre hanno voluto porre dei fiori davanti all’ingresso delle ex carceri in via Baratto.

Quest’anno, fra loro anche l’assessore regionale (caso strano candidata alle prossime regionali) Elena Donazzan. Martedì sera, dopo aver provato a sfondare il cordone di poliziotti, i manifestanti sotto il municipio chiedevano le dimissioni del Consigliere comunale Alex Cioni. Reo di aver accompagnato l’assessore regionale Elena Donazzan e altre persone a depositare i fiori alle ex carceri.

La replica del consigliere che attacca Coalizione Civica

Cioni non si scompone e rilancia: “Alla luce dei tafferugli e dei toni violenti e minacciosi usati per due ore dalle sinistre in piazza, sono altri i consiglieri comunali che dovrebbero spiegare la propria posizione all’aula e alla Città, visto e  considerato che nei giorni scorsi Coalizione civica ha aderito convintamente ad una manifestazione strumentale ed estremamente divisiva che poi si è rivelata composta da elementi violenti”.

Secondo il consigliere di PrimaSchio, in città non ci sono più dubbi su chi sono coloro che “si ostinano a riportare ogni 7 luglio indietro le lancette dell’orologio (il riferimento è agli antifascisti ndr). In ogni caso continueremo ad operare nel nome del superamento di queste tensioni. Per raggiungere una vera e sacrosanta riconciliazione che ponga fine alle strumentali manipolazioni politiche del circo antifascista”.

Le dichiarazioni della Donazzan a Schio

La Donazzan ha definito l’eccidio “una pagina di storia nazionale di cui avere vergogna. I partigiani, autori del massacro, autoassolti dalla storiografia ufficiale che qui ha tentato di far scendere il silenzio. Ma la storia resta un fatto, ed il fatto è che queste persone vennero assassinate dai partigiani a guerra finita. Noi non smetteremo mai di ricordare!”.

E’ stato in questo frangente che i manifestanti della rete antifascista (non solo scledensi ma anche di Vicenza e di altre province) hanno cercato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine dove si trovavano gli esponenti del Comitato 7 luglio. A documentare quanto avvenuto, gli stessi attivisti di Schio antifascista.

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