Economia e Politica

Separazione, la Lega ora vuole il ricorso

La Regione batta un colpo. Una mozione per impegnare la Giunta di Palazzo Balbi al ricorso contro la bocciatura al Tar Veneto del referendum per la separazione tra Venezia e Mestre è stata depositata dal consigliere della Lista Zaia Gabriele Michieletto.

“La Lega – commenta Michieletto in una nota – è sempre stata favorevole all’ascolto delle istanze territoriali: è per questo motivo che ho provveduto a depositare quest’oggi, insieme ai Capigruppo Nicola Finco e Silvia Rizzotto una mozione per chiedere alla Giunta regionale di sostenere un eventuale ricorso contro la sentenza del Tar”

L’iniziativa è finalizzata a sostenere una eventuale impugnazione da parte dei comitati favorevoli al referendum contro la recente sentenza del Tribunale amministrativo veneto, che aveva accolto i ricorsi presentati dalla Città metropolitana e dal Comune di Venezia e annullato tutti gli atti con i quali la Regione aveva accolto la richiesta di referendum consultivo presentata dai comitati autonomisti di Venezia e Mestre. Se gli uffici preposti dovessero valutare positivamente tale possibilità, la Regione del Veneto, che pure si era già espressa in tal senso, potrebbe sostenere un eventuale ricorso dei comitati proponenti.

Sulla stessa linea, come in un’azione orchestrata, i rappresentanti dei comitati che si battono perché la parola passi al più presto ai cittadini. “La Regione, sollecitano i promotori del referendum, impugni al più presto la sentenza del Tar che ha bloccato l’iter del referendum sull’autonomia di Venezia e Mestre”. A chiederlo sono i rappresentanti dei movimenti che in questi mesi si sono battuti perché i cittadini fossero chiamati direttamente a esprimersi con il voto del 30 settembre, poi annullato.

“La previsione di una procedura di scorporo del capoluogo metropolitano – scrivono Marco Sitran, Stefano Chiaromanni, Gian Angelo Bellati e Tullio Galfr – collegata all’elezione diretta del sindaco metropolitano, così come prevista dalla legge Delrio, ha determinato il Tar Veneto ad accogliere i ricorsi di Comune e Città metropolitana bloccando di fatto il referendum”.

In realtà, il quesito era davvero molto semplice: quale procedura applicare nel caso in cui si voglia dividere il comune capoluogo, senza che tale divisione coinvolga l’elezione diretta del sindaco metropolitano? Per gli autonomisti la risposta sta nella Costituzione, che sancisce che le Regioni possono con proprie leggi, sentite le popolazioni interessate, modificare le circoscrizioni comunali. Incredibilmente si è invece affermata l’idea che la procedura indicata dalla legge Delrio sia l’unica applicabile per la divisione in più Comuni del capoluogo metropolitano.

Per il Tar, osservano i sostenitori del referendum. “Il capoluogo metropolitano deve essere necessariamente il Comune più popoloso; una assurdità, si è consentito a paeselli di duemila anime di poter cambiare Regione ma si vuole impedire a Venezia, una delle Capitali della cultura europea, di scegliersi il proprio futuro”.

A.C.M

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