Economia e Politica

Somalia e Al-Shabaab e Silvia Romano liberata. Cosa ne sappiamo?

La ragazza italiana rapita quasi due anni fa in Kenya è stata poi portata in Somalia. Cosa sta succedendo in quel paese e cosa può fare lo stato italiano?Abbiamo assistito da poco alla liberazione di Silvia Romano. Ragazza catturata due anni fa in Kenya a Kamako da un gruppo di criminali locali che l’hanno poi venduta ad Al- Shabaab. Organizzazione terroristica che opera tra Kenya e Somalia.

La situazione in Somalia

Alla luce degli avvenimenti, primo tra tutti la sua chiacchierata conversione all’Islam, è importante avere una panoramica chiara sulla situazione somala e su quali sono le prospettive per la regione. La Somalia è fortemente connessa con l’Italia per svariati motivi, infatti, fino al 1960, era sotto l’amministrazione italiana.

Somalia e Italia

In Somalia l’italiano è una lingua ancora molto utilizzata e la nostra cultura ha influenzato molto quella del paese del corno africano. Senza soffermarsi troppo sulla storia antica della Somalia, ci basti sapere che essa ha risentito molto dell’influenza araba. Tanto che ancora oggi c’è una forte componente etnica araba e l’arabo è una delle lingue più parlate.

La storia della Somalia

Fino al 1960 esistevano due/tre Somalie, e vi erano regioni, come l’Ogaden e il sud dell’Oltregiuba dove la popolazione era in gran maggioranza Somala. Ma rientrava nei confini di un altro stato, cosa tipica del colonialismo europeo, che era solito tracciare i confini con il righello. Come detto, la Somalia era divisa in tre parti. La Somalia Italiana, comprendente il territorio che va dall’Oltregiuba fino al Puntaland, la Somalia Britannica, l’odierno Somaliland, di cui parleremo dopo, e la Somalia Francese. Che poi diventerà stato indipendente con il nome di Gibuti.

Il 1960 e la Somalia

Nonostante l’oscillante politica internazionale di Siad Barre tra Urss e Usa, l’Italia rimase sempre il punto di riferimento della Somalia. In particolare  durante la presidenza di Craxi, dalla quale il regime ricevette moltissimi aiuti. Barre, che  con il tempo divenne sempre più autoritario,  definì la Somalia come “la ventunesima regione d’Italia”. E portò il paese ad una relativa stabilità economica, tanto che quasi tutte le infrastrutture presenti sono risalenti a quella dittatura terminata nel 1991.

I nemici del regime

Il nemico del regime fu sempre uno. L’Etiopia e il Derg (il governo comunista allora al potere), infatti questa finanziò pesantemente i movimenti di liberazione nazionale che volevano la fine del regime; dopo le elezioni plebiscitarie del 1986, iniziò una delle guerre civili più lunghe della storia recente, guerra che continua ancora nei giorni nostri. Al dittatore somalo viene attribuita una frase molto simile a quel “dopo di me il diluvio” di Luigi XV di Francia. Diceva che la Somalia non sarebbe mai più stata governabile dopo la fine del suo regime, e aveva ragione.

Il 1991. Cosa cambia in Somalia

Il regime cadde nel 1991 a seguito di un colpo di stato. Da allora alcuni signori locali, noti come signori della guerra, iniziarono a governare i propri territori come veri e propri feudi. E cominciarono a contrastare il governo centrale, che divenne debolissimo. Ci furono 14 tentativi di formare un governo stabile, ognuno di questi fallito, solo recentemente sembrerebbe essere tornato un governo federale relativamente stabile.

I primi anni del 2000

Negli primi anni del 2000 si trovò un accordo con i signori della guerra. Accordo che rese stabile l’area fino ad allora più instabile, ovvero il nord. Ma questo accordo fece nascere a sud un movimento che divenne molto forte: l’unione delle corti islamiche. Nonostante gli aiuti esterni, anche italiani e soprattutto, militarmente parlando, etiopi, i governi di transizione non riuscivano a controllare il territorio. Soprattutto di fronte all’espansione delle Corti Islamiche, che nel 2006 conquistarono la capitale Mogadiscio.

La nascita di Al-Shabaab

A seguito di una coalizione militare composta da parecchi paesi africani ed occidentali, le Corti Islamiche furono sconfitte. E costrette ad accordarsi con il governo di transizione. Ma furono presto sostitute nella lotta per la Jiihad dalla loro organizzazione giovanile, Al-Shabaab. Nel 2010 Al-Shabaab riconquistò gran parte del territorio della Somalia Italiana. Per poi doversi ritirare l’anno successivo, pur continuando tutt’oggi ad avere il controllo del confine con il Kenya e dell’Oltregiuba.

I giorni nostri

Intanto, dal 1991 la Somalia aveva di fatto perso la ex Somalia Britannica che si dichiarò indipendente con il nome di Somaliland, divenendo di fatto uno stato autonomo, seppur ancora senza riconoscimento internazionale. Ad oggi, la Somalia è una repubblica federale ancora in guerra contro il fondamentalismo islamico, guidata da islamici moderati , avente come presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo, dall’italiano ” formaggio” a dimostrazione di quanto l’Italia sia legata alla Somalia.

Dott. Alberto Mantovan. Dottore in Relazioni Internazionali

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