Economia e Politica

Stefano Artuso si confida al Sestante

Stefano Artuso, avvocato, fino a qualche giorno fa presidente del circolo del PD di Rubano, dal quale ha dato le dimissioni per incompatibilità con la candidatura, si confida al nostro giornale. Argomento? La sua candidatura nella circoscrizione di Padova come consigliere regionale.

Le domande a Stefano Artuso

Stefano, come è nata la sua candidatura? “In realtà la mia candidatura è nata spontaneamente, più dalla proposta dei circoli padovani del Pd che da mie ambizioni. È stato qualcosa di improvviso ma che mi ha fatto enorme piacere, ho accettato con orgoglio e senso di responsabilità perché ho sentito grande sostegno delle persone che mi stavano attorno e perché alla fine credo di poter portare un contributo alla causa tramite le mie competenze”. 

Perché Stefano Artuso

Perché lei? “All’interno del Partito Democratico ci sono tante persone di grande competenza, giovani o meno. Però sì in generale è purtroppo diffusa l’idea della politica come “assumificio” e questo è sbagliato. Secondo me un politico che nella sua vita non si è mai confrontato col mondo del lavoro passando le giornate a risolvere anche questioni complicate più difficilmente poi può portare un contributo concreto. La competenza in politica è quindi una questione molto importante e unita anche a quella della necessità di un ricambio generazionale diventa fondamentale”. 

Gli obiettivi

Stefano Artuso, su quali centri punta per i suoi voti? “Le mie due “case” sono Padova e Rubano e in questo senso in entrambi i comuni ci sono esempi straordinari di partecipazione giovanile alla politica. A Rubano come Pd abbiamo realizzato eventi molto partecipati con tanti giovani under 30, questo anche grazie al lavoro del sindaco Sabrina Doni che con la sua amministrazione ha sempre coltivato un ottimo rapporto con loro. Inoltre una delle mie proposte principali è quella di finanziare una borsa di studio per gli studenti diplomati e laureati durante il periodo del covid che ora non riescono ad entrare nel mercato del lavoro, per poter continuare a formarsi con master e corsi professionali finché il mondo del lavoro non si sarà sbloccato con una ripresa economica”. 

Il futuro del Veneto per Stefano Artuso

Lei vorrebbe coinvolgere di più i giovani. Come li convincerebbe a votarli? “Il Veneto ha bisogno di compiere uno sforzo straordinario per incentivare le attività produttive. Siamo di fronte ad una crisi che costringerà molte imprese a sacrifici e periodi di incertezza. Serve quindi una regione che sappia avere due tipologie di sguardi: uno sul breve periodo per rimettere in moto l’economia e salvare i posti di lavoro, uno per il lungo periodo investendo nella formazione dei giovani per inserirli in queste imprese appena sarà possibile”.

Padova campo di battaglia

Stefano Artuso, la sua circoscrizione non è tra le più semplici. “Padova è una città che sotto la guida di amministratori come il sindaco Sergio Giordani, il vice sindaco Arturo Lorenzoni e gli assessori Antonio Bressa e Andrea Micalizzi tra gli altri in questi anni ha visto una costante crescita. Purtroppo il covid ha bloccato questo percorso, ma serve che il cuore della città torni a pulsare ripristinando al più presto la sua piena attività, consapevoli che essendo Padova città universitaria in questi mesi si sta perdendo l’importante indotto portato dagli studenti”. 

La scelta

Perché ha scelto di mettersi in gioco? “Alcuni mi chiedono chi me l’ha fatto fare e a loro rispondo che quando si ha la passione per qualcosa, specialmente la politica, è dura dire di no, ma la maggior parte delle persone mi dice di insistere, di provarci, che serve gente nuova ed appassionata, ma allo stesso tempo competente e che abbia delle capacità”.

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