Economia e Politica

Super Green pass, non basta. “Draghi pronto a misure estreme”

Il governo ha già pronti gli “estremi rimedi” nel caso malaugurato in cui il super Green pass non dovesse riuscire ad arginare la pandemia di Covid. Ipotesi più che concreta, perché le nuove restrizioni portano con sé molti “buchi neri”. Primo fra tutti, i controlli quasi impossibili sui mezzi di trasporto pubblico, operazioni a macchia di leopardo che giocoforza si fondano più sulla buonafede e il senso di responsabilità dei cittadini che sul timore di ripercussioni pecuniarie e sanzioni legali.

La campagna vaccinale e i controlli

Secondo punto: l’unica via per frenare i contagi resta la campagna vaccinale. Il Super Green pass ha dato un piccolo impulso alle prime vaccinazioni, ma potrebbe non bastare. Se il primo giorno è filato liscio, l’attenzione di Palazzo Chigi si è già spostata sui dati provenienti dai reparti Covid degli ospedali e dalle terapie intensive. Di sicuro, spiega il Corriere della Sera, il governo non ha alcuna intenzione di modificare il nuovo decreto che resterà in vigore fino al 15 gennaio. Nessuna deroga, insomma, nemmeno per gli studenti over 12 il cui obbligo previsto di tampone per accedere ai mezzi pubblici ha provocato le proteste di molti amministratori locali e delle famiglie. 

Brunetta, ma Draghi è contrario

“Il ministro Brunetta aveva parlato dell’ipotesi di tamponi gratis per gli studenti di medie e superiori, almeno per i 15 giorni tra la prima dose e l’invio del Green pass. Ma il premier è contrario, anche perché un via libera riaprirebbe la polemica con i sindacati, che chiedevano lo stesso trattamento per i lavoratori”. Il vero problema però è l’indice di contagio Rt che continua a salire: nell’ultimo bollettino è passato dal 2,9 al 3,1%. Per questo Draghi “non toglie dal tavolo l’ipotesi più estrema: il vaccino obbligatorio per tutti se la curva epidemiologica dovesse impennarsi”. Se ne riparlerà probabilmente tr due settimane, quando alla vigilia di Natale alcune regioni finiranno inevitabilmente in zona arancione. “Poiché il vaccino obbligatorio impiegherebbe troppo tempo a dispiegare i suoi effetti – conclude il retroscena -, l’unica via sarebbe quella di tornare a divieti generalizzati e chiusure di alcune attività”. Uno scenario che il premier non può più escludere.

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