Economia e Politica

Telelavoro? Più efficienti

Chi l’avrebbe mai detto che con il telelavoro il Comune diventava più efficiente? Eppure, a sentire i dirigenti degli assessorati, il dipendente a casa conviene, eccome. «Prima, per convocare una riunione bisognava fissare l’incontro con un notevole preavviso. E in tarda mattinata per essere sicuri che ci fossero tutti. Adesso chiamo alle 9 in teleconferenza e subito mi rispondono tutti. Riesco a fare riunioni con venti persone senza problemi. Prima mi ci voleva una vita». Racconta un dirigente dei Lavori pubblici che, dall’ufficio, coordina squadre di impiegati al lavoro sui differenti progetti.

Massima rapidità col telelavoro

Stessa solfa anche negli altri uffici. Lo smart working funziona. E rende il Comune molto più rapido ed efficiente. «Per forza, prima in ufficio qualcuno poteva battere la fiacca senza che nessuno se ne accorgesse. Adesso controllare il lavoro del singolo è facilissimo», spiega un dirigente del Patrimonio. Pensare che fino all’altro giorno se qualcuno presentava la richiesta di telelavoro, era più che certo che sarebbe stata respinta. Il Comune non solo vedeva di mal occhio chi voleva lavorare da casa. Ma addirittura si sobbarcava la spesa di liti in Tribunale per resistere alle richieste dei dipendenti.

Il precedente con Brugnaro

Aveva fatto scuola il caso di una impiegata arrivata al punto di denunciare il Comune per mobbing. Per riuscire ad ottenere il risultato di restare a casa a lavorare. E il sindaco Luigi Brugnaro aveva detto che i dipendenti comunali dovevano dare il buon esempio. «Non c’è nessuna scusa di esimersi dal proprio lavoro. Neanche dagli uffici amministrativi che non hanno nessun rapporto col pubblico. Se comincia qualcuno a dire ho paura, sto a casa perché ne ho diritto, allora hanno diritto a stare a casa anche gli autisti dei bus. Delle ambulanze e poi cominciamo con le precettazioni. Non c’è nessun motivo logico, soltanto paura. Noi dobbiamo dare l’esempio di essere presenti sul territorio e seri nelle cose».

Elena La Rocca l’aveva previsto

«L’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. E dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale. Era inammissibile che il Comune di Venezia, non mettesse in atto il telelavoro per i dipendenti del Comune. Quella di Brugnaro era una posizione irresponsabile. Da tempo mi batto contro le resistenze del Comune di Venezia contro telelavoro. Forme di lavoro che rappresentano il futuro in termini di sostenibilità negli spostamenti casa – lavoro, conciliazione con esigenze familiari e nei confronti di diversamente abili. Futuro che il sindaco non vede, accecato dalla sua visione del lavoro arcaica e padronale».

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