Economia e Politica

Termini stranieri. Basta uso eccessivo

Riceviamo e riportiamo il commento di Erik Pretto, deputato vicentino della Lega, firmatario dell’interrogazione al ministro per i Beni e le Attività Culturali. “La lingua italiana si caratterizza per la storicità. Per la ricchezza di termini e per la completezza ma troppo spesso anche nelle comunicazioni istituzionali sono utilizzati neologismi e termini stranieri. Che tendono a sostituire i corrispettivi vocaboli nazionali. Soprattutto in questo ultimo periodo di emergenza Coronavirus, dalle nostre istituzioni utilizzati molti termini inglesi al posto dei loro corrispondenti. E più che adeguati termini in lingua italiana. Parole come lockdown, droplet, Covid hospital, thermoscanner, smart working, e-learning, recovery fund, sono entrate a far parte del nostro lessico. Ma nella lingua italiana esistono già vocaboli con il medesimo significato”

Termini italiani e richiesta a Frenceschini

“E quindi non ci sarebbe bisogno di ricorrere ad altre lingue. Se molti vocaboli stranieri possono essere agevolmente compresi dai giovani, essi rischiano di non essere capiti da tanti anziani. Affinché il governo si attivi per favorire e tutelare l’utilizzo della lingua italiana, specialmente nelle comunicazioni istituzionali, e non penalizzata una parte importante della nostra popolazione, ho presentato un’interrogazione al ministro Dario Franceschini”. 

Erik Pretto

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