Economia e Politica

Toti che figuraccia

Ormai è un classico, come il maggiordomo che nei romanzi gialli è sempre il colpevole. Quando un politico scivola su una dichiarazione via social network la colpa è inevitabilmente del collaboratore e anche ieri il copione è stato rispettato. Il governatore ligure Giovanni Toti – o meglio, il suo collaboratore, è stato poi spiegato – scrive su Twitter per dire che è meglio pensare a misure restrittive solo per gli anziani, un modo per proteggere le persone più a rischio senza pesare sul sistema economico. Solo che non lo dice così, e come dice Nanni Moretti le parole sono importanti.

Sempre colpa di altri

Il tweet suona davvero male: «Per quanto ci addolori ogni singola vittima del Covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri (sabato, ndr) tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate». Quel «non indispensabili allo sforzo produttivo» scatena la bufera: il dem Andrea Orlando twitta a sua volta che «soltanto i deliri totalitari misurano le vite umane in ragione del contributo che possono dare. Qui si raggiunge il punto più basso ed agghiacciante del dibattito sulla pandemia».

Anche il centrodestra indignato

Un’affermazione vagamente nazista non poteva che provocare reazioni anche nel centrodestra. E mentre sui social si scatena la battaglia a ricordare a Toti che come lui la pensava anche Hitler, Salvini dice la sua. La Nuova Venezia «I nostri genitori e i nostri nonni hanno cresciuto, difeso e reso grandi noi e l’Italia. Doveroso tutelarli e proteggerli, obbligatorio rispettarli e onorarli».

Come nel più scontato dei gialli il colpevole è il maggiordomo

Inevitabile il dietrofront, è il momento del “maggiordomo”. Toti stavolta ricorre a Facebook, dove si possono scrivere testi più lunghi evitando pericolose sintesi: «Un mio precedente tweet, scritto in effetti malamente da un mio collaboratore, ha scatenato l’inferno. È stata una cosa mal fatta. Mi dispiace e chiedo scusa, per me e per chi l’ha scritto». Si tratta, chiarisce di «proteggere» i più anziani, evitando di fermare tutto il sistema. «Non è guerra tra generazioni, ma semplice senso di responsabilità».

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