Economia e Politica

«Turismo, serve il via subito in Veneto»

Una data ufficiale per la ripartenza della stagione turistica in Veneto. Servirebbe a dare certezze al mercato, per rassicurare la clientela europea. E per colmare il gap con la concorrenza europea, Grecia e Spagna su tutte, mete che stanno già iniziando a macinare prenotazioni e a vaccinare chi risiede nelle mete turistiche. Mentre in Italia l’incertezza è ancora massima.

La data

La data segnata in rosso sul calendario, a detta degli operatori, dovrebbe essere quella del 15 maggio, con la Pentecoste del 23 a fare da innesco a una stagione estiva che in Veneto, locomotiva d’Italia nell’industria turistica, dà lavoro a 35mila imprese per un valore aggiunto di oltre 9 miliardi di euro. A chiederlo a gran voce è Marco Michielli. Il presidente Confturismo Veneto e vicepresidente Federalberghi applaude l’iniziativa della Grecia che negli ultimi giorni ha creato decine di isole “Covid free”, abitate da poche decine di persone e però mete turistiche tra le più ambite. «Un’operazione di marketing straordinaria», aggiunge Michielli, «che è piaciuta al mercato. Certo, in questo periodo di penuria di dosi non sarebbe stato possibile vaccinare isole popolose come Rodi o Creta».

Esempio Grecia

Ma tenendo l’esempio della Grecia, altro punto di forza a livello comunicativo per il presidente di Confturismo è stato fissare con precisione una data per la ripartenza. «Così facendo», aggiunge, «sono state date rassicurazioni. Era un segnale che in Italia andava dato da tempo. Ora si stanno attrezzando anche paesi come la Turchia e l’Egitto. Da noi invece al momento le prenotazioni sono bassissime e perdere Pentecoste sarebbe per noi un grave danno».

No alle fughe in avanti

Da qui, il rischio di fughe in avanti in Italia. È il caso della Campania, che ha proposto di immunizzare isole come Capri pur di far partire la stagione turistica, creando non poche polemiche. «De Luca ha fatto bene», taglia corto Michielli, «ma ora non è più fattibile, non ci sono vaccini». Da qui, la richiesta di arrivare in tempi rapidi a una data precisa: «Serve una pianificazione a livello nazionale», conclude Michielli, «perché senza ristori adeguati, l’unica è mettere il settore nelle condizioni di ripartire». E sul dibattito delle isole Covid free, netta la presa di posizione di Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto: «Tra qualche settimana, circa 200mila persone provenienti da tutta Italia arriveranno in Veneto per lavorare nel settore turistico, 60mila dei quali nelle strutture alberghiere. Si chiamano “stagionali” e, dopo aver perso la stagione invernale, non aver avuto pressoché nulla come ristoro, oggi premono sui confini della nostra regione perché hanno bisogno di lavorare».

Schiavon

Ecco perché, secondo Schiavon, nel momento in cui arriveranno dosi a sufficienza occorrerà superare la vaccinazione per fasce d’età e immunizzare il comparto turistico. «Come categoria», conclude Schiavon, «siamo stati vessati dalla pachidermica burocrazia e dalle scelte sbagliate del governo Conte. Oggi siamo alla finestra: pronti per partire con la stagione, con le aziende che, ricordo, non sono mai state chiuse per decreto e quindi fuori dalla copertura di ristori che possano dirsi efficaci, con perdite di fatturato altissime anche del 90%, e con i contratti pronti per i nostri collaboratori che tra non più di 15 giorni arriveranno nelle nostre strutture».

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