Economia e Politica

Vendite a picco, rischio fallimento per le concessionarie auto

Il settore dell’automotive sembra proprio non trovare pace. Abbiamo assistito tutti alla grande crisi che ha colpito tutto il comparto durante il lockdown, l’emergenza sanitaria per il Coronavirus ha bloccato completamente le vendite.

Vendite e perdite

Le perdite registrate nei primi sei mesi dell’anno hanno raggiunto dei valori spaventosi e senza eguali, siamo arrivati fino a vedere un -98%, da far accapponare la pelle. Eppure, dopo questi primi mesi del 2020 così tragici, sono iniziati i primi periodi positivi, abbiamo iniziato a vedere i primi timidi raggi di sole nel buio di un settore che stava davvero attraversando uno dei momenti più drammatici in assoluto.

No vendite, no ripresa

Abbiamo parlato infatti di ripresa, ce lo potevamo permettere, il mese di agosto ha registrato dati buoni, che ci hanno fatto pensare al meglio. Eppure eccoci qua, un’altra volta a parlare di crisi del settore auto. Cosa sta succedendo? Secondo quando ha fatto sapere Federauto Confcommercio, le concessionarie auto italiane, negli ultimi sette mesi, hanno registrato un calo del fatturato che va dal 40% al 60% circa. C’è da guardare purtroppo anche ad un altro aspetto negativo che porta questa situazione, ovvero il rischio per più di 150mila posti di lavoro in tutta Italia, considerando anche l’indotto.

Gli operatori

Gli operatori del settore hanno sottolineato: “A poco sono serviti i tentativi del Governo di rianimare un comparto vicino al collasso”. E dicendolo si riferiscono ai bonus statali, che tra l’altro sono terminati in pochissimi giorni, almeno i fondi previsti per l’acquisto di nuove auto con emissioni di anidride carbonica comprese tra 61 e 110 g/km e tra 91 e 110 g/km. E così assistiamo ad un momento veramente difficile per le concessionarie auto, il 70% è sulla soglia del fallimento.

Il parere di Federauto Confcommercio Campania

Filena Esposito, delegata di Federauto Confcommercio Campania e titolare della Twins spa (concessionaria Ford, Volkswagen, Jeep, Lancia e Subaru, service), ha spiegato: “Sia a luglio che ad agosto, sono stati previsti dallo Stato incentivi insufficienti, calcolati peraltro senza tener conto del fatto che l’Italia dispone del parco circolante più vecchio d’Europa con un’età media per auto di circa dodici anni. Un vero e proprio flop per tutti. Concessionari e utenti. Pochi di loro hanno potuto beneficiare dei contributi previsti. Invece di correre ai ripari, il Governo ha deciso di stanziare maggiori incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici, che rappresentano appena il 2% del mercato. Il tutto giustificato da una politica green che dimentica di dire che i nuovi motori Diesel Euro6 sono poco inquinanti rispetto ai veicoli a motorizzazione tradizionale”.

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