Economia e Politica

Veneto, un successo DOP l’altro

Sta per chiudersi il 2018, nominato Anno Nazionale del Cibo italiano dai due Ministeri delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. È tempo di bilanci per l’Italia ma anche per il Veneto, una delle regioni che maggiormente contribuiscono all’enorme offerta di straordinarie eccellenze agroalimentari. Una incredibile ricchezza di paesaggi, microclimi, tradizioni, storie e culture ben rappresentata da una cifra 818, il numero dei cibi certificati I.G. (Indicazione Geografica), che ne attesta l’assoluta qualità grazie all’adesione a rigidi disciplinari di produzione.

Il Veneto, insieme alla Toscana, è   primatista assoluto con ben 91 Indicazioni Geografiche. 38 sono le certificazioni nel comparto food pari a 390 milioni di euro di valore alla produzione che rappresenta il 6% del totale nazionale: e se sono gli ortofrutticoli a fornire la più nutrita rappresentanza dal punto di vista del numero di certificazioni DOP e IGP, sono poi i formaggi a portare a casa il valore più elevato dal punto di vista del fatturato, con in testa la provincia di Vicenza grazie al pregiato DOP di Asiago.

53 sono le certificazioni nel comparto wine e Il vino è certamente il prodotto di punta della produzione agroalimentare veneta: nel corso del 2017 è stato battuto un nuovo record nel valore dell’export con 2,1 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente di 6,4 punti percentuali e in grado di rappresentare oltre il 35% del valore nazionale in qualità di prima regione esportatrice d’Italia.

Buona parte di questo successo è legato alla crescita impressionante delle performance del Prosecco: a partire dal 2017 è stato istituto un nuovo codice merceologico apposito per il Prosecco Spumante DOP. Per la prima volta è stato quindi possibile quantificare il valore di questo prodotto sull’export del vino veneto. Nel corso del 2017 ne sono stati esportati 665 milioni di euro, pari al 31,3% dell’export totale di vino veneto e all’82,5% dell’export di spumante regionale. Il Regno Unito con una quota del 43% è il maggior importatore e consumatore di Prosecco, seguito da USA (22%) e Germania (6%).

A sottolineare il ruolo crescente di questa eccellenza veneta basta ricordare che le colline venete del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono in lizza per ottenere il prestigioso riconoscimento Unesco come “cibo patrimonio dell’umanità”.

 

Massimo Mescalchin

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