Economia e Politica

“Vogliamo un Iran democratico”

Non si placano le proteste nella capitale iraniano contro il regime, responsabile dell’abbattimento per errore del volo ucraino che ha causato la morte di molte viaggiatori di diverse nazionali. Le nuove generazioni hanno iniziato una dura protesta per la messa al bando del regime più ferreo che, ormai, opera dalla fine degli anni settanta del secolo scorso, dopo la fuga dello scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, e l’ascesa della Repubblica islamica sciita con il rientro dall’esilio dell’ayatollah e imam Khomeini. Il desiderio di tantissimi giovani iraniani di dare una svolta con l’uscita dalla scena interna del regime più spietato degli ultimi anni. Abbiamo raggiunto telefonicamente un giovane studente iraniano Hassan Abbasi che vive nella capitale per capire cosa sta succedendo nel suo Paese che è quasi sull’orlo di una guerra civile.

1) il popolo iraniano sta iniziando a fare la voce grossa contro il regime, per avere mentito sull’attentato al volo dell’aereo ucraino,  per poi rispondere che è stato un errore. È l’inizio del cambiamento?

 Si può dire che il cambiamento è cominciato lo scorso dicembre quando la gente ha deciso di scendere nelle piazze per protestare contro la situazione economia e condizioni di vita, come pure quello di protestare contro l intervento della guardia rivoluzionaria (Sepah-e-Pasdaran) nei riguardi dell’economia del nostro Paese e soffocando tutte le opportunità economiche per le aziende e società private. Ricordo che è dal 2009 il popolo iraniano non occupava le piazze delle città iraniane contro il risultato delle elezioni presidenziali che erano state considerate sospette. In queste ultime settimane, dopo la soppressione violenta da parte del governo per aver aumentato il prezzo dei carburanti, la popolazione non ha esitato a manifestare con la voce grossa; a tale problema si è aggiunta l’attentato al velivolo battente bandiera ucraina, dove, inizialmente, le autorità di Teheran avevano dichiarato che non erano stati loro per poi, dopo un paio di giorni, scoprire la verità che erano stati i missili iraniani a colpire l’aereo con a bordo viaggiatori. Il loro mentire alla popolazione ha scatenato la furia di ogni cittadino iraniano, in particolar modo dei giovani, che si sente tradito e offeso dalle autorità governative.

2) Cosa vogliono i giovani iraniano per il loro futuro?

 Una bella domanda, alla quale posso solo risponde, essendo un giovane, che gran parte dei giovani iraniani desiderano un governo democratico, dove devono esserci quei principi, che avete voi in occidente, come l’uguaglianza, la fraternità e la libertà, senza distinzione fra cittadini, dove non vi deve essere un élite di persone assetate di potere e i cittadini che non contano nulla. Ritengo anche importante che i giovani vogliono la solidarietà fra tutte le classi sociali e riscattare tutto quello che questo regime sta negando da 40 anni.

3) c’è il rischio di una guerra civile contro il regime degli ayatollah?

 Una prospettiva irrealizzabile per la semplice ragione che il nostro tessuto politico, sociale e culturale è molto differente da quello presente in altri Paese come la Siria, la Libia e via discorrendo.

4) sperate per il ritorno di una vera democrazia fatta di libertà e sicurezza?

Insieme - idee e persone
Insieme – idee e persone

 Innanzitutto, speriamo che arrivi preso la pace perché viviamo in un momento molto delicato, dove tutte le parti coinvolte devono impegnarsi affinché non sorga un altro conflitto nel martoriato Medio oriente. Noi giovani speriamo per il nostro futuro che sia migliore e desideriamo avere uno Stato democratico e indipendente, senza che vi sia l’intervento di Stati esterni, come, ad esempio, gli Stati Uniti. Siamo pronti a rimboccarci nel nostre mani per ricostruire la nostra amata nazione, cioè l’Iran.

Giuseppe Paccione 13/01/2020 – 19:30

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