Economia e Politica

Vola la cassa integrazione a gennaio: +58%

L’allarme lavoro è stato lanciato dai sindacati, preoccupati per l’aumento della cassa integrazione a gennaio. I dati sono stati diffusi ieri dall’Osservatorio cassa integrazione guadagni dell’Inps. A gennaio il numero di ore di Cigs autorizzate è stato pari a 11,9 milioni, con un aumento del 57,6% sul mese precedente.

“È necessario che il Governo intervenga affinché ci sia una ripresa del sistema Paese, anche grazie a un dialogo più concreto con le parti sociali”, ha dichiarato Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl. ” È altresì necessario coinvolgere attivamente il tessuto imprenditoriale italiano con politiche di welfare volte a creare nuova occupazione e favorire così l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”, ha aggiunto Capone.

Il 42,2% delle domande sono state presentate dai disoccupati del Nord (in aumento del 2,9% rispetto al 2018), il 39% da chi ha perso il posto di lavoro nel Mezzogiorno (+0,5%) ed il 18,8% dalle persone in cerca di occupazione delle regioni del Centro (+2,1%).

“Dopo che il 2019 si era chiuso con il 20% in più di ore autorizzate di cassa integrazione rispetto all’anno precedente, ora il nuovo dato di gennaio conferma questa tendenza, con una crescita del 30% su dicembre, un segnale davvero preoccupante, soprattutto considerando che è quasi esclusivamente la cassa straordinaria a salire, cioè quella che è indice delle crisi più strutturali”, ha commentato Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl.

Pil in frenata nel 2020

La situazione si ripercuoterà nella (non) crescita del Pil italiano nel 2020. Le stime parlano di una stagnazione, ma c’è anche chi parla anche di recessione. La crescita del Pil dell’area Ocse ha segnato un rallentamento a +0,2% nel quarto trimestre del 2019 da +0,4% nel precedente. Tra i Paesi del G7, solo gli Usa hanno registrato un aumento del Pil (+0,5%, come nel terzo trimestre). Netta la contrazione per il Giappone (-1,6% sulla scia dell’aumento dell’Iva in ottobre, da +0,1% nei tre mesi a settembre). Con il segno meno anche l’Italia (-0,3% dopo +0,1%) e la Francia (-0,1% dopo +0,3%). La Germania ha registrato una crescita zero dopo +0,2%. Ferma anche per l’economia britannica, dopo il +0,5% del terzo trimestre.

Insieme - idee e persone
Insieme – idee e persone


“Il Governo deve uscire dall’immobilismo su questi temi e aprire l’annunciata fase due con misure per la crescita, altrimenti il rischio di una nuova recessione è dietro l’angolo, quando ancora il Paese non ha finito di riprendersi dalla precedente”, ha aggiunto Sbarra ricordando di aver chiesto con Cgil e Uil, un incontro con la ministra Catalfo.

“Accanto a questi dati, che fotografano uno stato di forte sofferenza del nostro sistema produttivo e di crescente preoccupazione per le lavoratrici e i lavoratori posti in cassa integrazione, occorre aggiungere l’ulteriore e negativo dato della crescita delle domande di Naspi che, nel 2019, raggiungono oltre 2 milioni, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2018”, ha detto il segretario confederale della Uil, Ivana Veronese.

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