Economia e Politica

Youtube mette il bavaglio ai no vax per fermare le fake news

Finalmente YouTube prende una posizione netta contro i canali no vax. Ieri infatti la popolare piattaforma di condivisione video ha deciso di mettere al bando tutti quei profili che facevano disinformazione sui vaccini approvati, cancellando gli account di diversi attivisti no vax diventati delle vere e proprie star sui social. Tra loro, oltre a due canali in tedesco dell’emittente russa Rt, anche Joseph Mercola e Robert F. Kennedy Jr, nipote di Jfk, ovvero due dei più attivi diffusori di fake news sul Covid degli Stati Uniti. Entrambi infatti rientrano nel cerchio ristretto dei 12 influencer individuati da un rapporto del Center for countering digital hate (associazione no profit Usa che monitora la diffusione dell’odio e della disinformazione in rete) come capaci di generare fino al 70 per cento delle fake news in lingua inglese disponibili in rete sul Coronavirus. Il tutto, ovviamente, con un ritorno economico ingente: le loro aziende hanno fatturati che sommati sfiorano i 36 milioni di dollari. 

La stretta

Una stretta quindi era quanto mai necessaria. Ma la piattaforma di proprietà di Google, come riporta in anteprima il Wall street journal, sarebbe anche già pronta a non fermarsi qui. E così ha spiegato che d’ora in poi rimuoverà qualsiasi video contenente affermazioni false sui vaccini, ampliando l’attuale policy con cui nell’ultimo anno aveva attaccato la disinformazione sul Covid e bloccato oltre 130mila video. L’intervento di Google però, ha finito con il generare anche una notevole tensione geopolitica. Tra i canali chiusi per aver violato «la politica di disinformazione sul Coronavirus», ce ne sono infatti anche due in lingua tedesca dell’emittente Russia Today. Ovvero un canale televisivo finanziato dal Cremlino al quarto posto tra i media in lingua tedesca in termini di influenza, raggiungendo 21 milioni di visualizzazioni a giugno. 
Tant’è che appresa la notizia il governo russo, attraverso la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, ha denunciato la decisione di YouTube definendola «guerra d’informazione» e minacciando di bloccare i media tedeschi in Russia per rappresaglia. «Ci sono chiari segni che le nostre leggi sono state violate e sono state violate in modo molto rude, perché, naturalmente, questo è legato alla censura» gli ha fatto eco il portavoce del presidente Putin Dmitry Peskov, poco prima che il Cremlino minacciasse di bloccare per intero le attività di YouTube in Russia.

Lo scontro

Ma, mentre la Germania si tira fuori dalla faccenda con il portavoce di Angela Merkel che ha spiegato di non aver avuto alcun peso sulla decisione di Google e ha sottolineato che non vedrebbe di buon occhio eventuali ritorsioni, la piattaforma invece tira dritto: «YouTube ha sempre avuto norme chiare. Rt De ha ricevuto un avvertimento per il caricamento di contenuti che violavano la nostra politica di disinformazione relativa al Covid. Ciò ha comportato la sospensione del loro diritto di pubblicazione».

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