Economia e Politica

Zaia e il Prosek

«Non ho parole per commentare quanto accaduto. Di questa Europa non sappiamo cosa farcene. Un’Europa che non difende l’identità dei suoi territori, un’Europa che dovrebbe conoscere la storia del prosecco». Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la notizia della pubblicazione, avvenuta ieri sulla Gazzetta Ufficiale UE, della richiesta della Croazia di protezione della menzione tradizionale «Prošek», fatta dal Commissario Europeo all’Agricoltura Wojciechowski dando così risposta alle interrogazioni parlamentari presentate da alcuni eurodeputati.

La tesi di Zaia

«Dovrebbe capire che, non solo si tratta di un prodotto che ha avuto tutti i riconoscimenti formali, dalle stesse strutture amministrative della Commissione Europea, anche rispetto alla riserva del suo nome – continua Zaia – ma il prosecco ha, addirittura ottenuto il massimo riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Tanto è vero che il territorio in cui si produce è definito ‘le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadenè. E, quindi, adesso saremmo costretti a discutere anche sul nome di un sito già proclamato ufficialmente Patrimonio dell’Umanità».

La vergogna

Si tratta, per il Governatore del Veneto, «di una decisione che si pone, per altro, in aperta contraddizione con la sentenza diffusa appena qualche giorno fa, il 9 settembre scorso, dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che vieta l’uso di nomi o grafiche che evocano in modo strumentale ed ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dalle norme UE». «Ciò che sta accadendo è vergognoso – conclude -. Così non si difende l’agricoltura e così non difendono investimenti. Ma, soprattutto, così si mortifica la storia e l’identità di un territorio. Spero che ci siano gli strumenti per ricorrere. La Regione farà la sua parte».

Polegato

«È incredibile che l’Unione Europea permetta questo! Sembra proprio un attacco ad uno dei prodotti che stanno crescendo maggiormente nei mercati internazionale. L’assurdità è che permettono questo sounding nocivo ad un Paese accanto». Lo afferma Giorgio Polegato presidente della Coldiretti di Treviso sul via libera al Prosek Croato a danno del Prosecco italiano. «E non si tratta di giudicare il vino croato in questione perché è un prodotto totalmente differente – aggiunge -. Anzi, il rischio è proprio quello di ingannare i consumatori. Inoltre, tutto questo accade proprio mentre la Corte di Giustizia europea condanna i nomi illegittimi di altri prodotti». «È necessario fare presto per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo – sostiengono gli aderenti di Coldiretti Treviso – si tratta di un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione prosecco dai falsi come in Argentina e Australia». «Dopo la pubblicazione in Gazzetta – riferisce la Coldiretti – tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare un’obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale».

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close