Editoriale

Vax o no Vax il Covid vince

Non sono qui per disquisire se sono pro vax  o no vax e nemmeno per giudicare se il Green Pass sia o meno una limitazione della libertà. Sono qui per dire che in ogni caso il Covid ha vinto. Non tanto e non solo perché, in un modo o nell’altro, ha messo in ginocchio l’economia e la salute mondiale ma perché le divisioni che ha creato ci hanno trasformato tutti e non in meglio. La divisione che ha creato tra chi ha dato e sta dando fiducia nella scienza e chi invece, per un motivo o un altro non si fida è diventato un solco quasi insormontabile. In questa divisione il virus ha proliferato. Si sono perse amicizie perché la si pensava in modo diverso. Amici che erano legati nel cuore si sono allontananti durante i lockdown perché non si poteva passare da una provincia all’altra. E non parlo di regioni. Parlo di distanze tra Mestre e Treviso o Padova. Non bastava più una telefonata. Non serviva whatsapp. È bastata la lontananza. E questa lontananza ci ha portato via la cosa che ci distingue dalle bestie: l’umanità e l’affetto.

I social e la loro influenza

In tempi in cui i social network sono diventate delle cloache nelle quali ognuno può esprimere quello che vuole senza alcuna conseguenza ormai non si distingue più tra quelle che sono fake news e verità. Inutile nasconderlo, ognuno di noi pensa di essere nel giusto. Chi non la pensa come lui basta un click ed è fuori dagli amici. Faccio il giornalista. Che altro potrei fare? Mi limito ad osservare i fatti e, a volte, a esprimere le mie opinioni. Basta una frase e si è additati come la peste. O sei pro o sei contro. Non esiste più un dialogo. Chi vince? Il Covid. Un virus che non ci aspettavamo. Non un’influenza. Questo maledetto ammazza. E ammazza anche senza mandarti all’ospedale. Ammazza i rapporti umani. Le amicizie che magari duravano da anni. Ammazza la fiducia verso il prossimo. Ci avevano detto che stavamo combattendo un nemico invisibile. Non era solo questo. Era un nemico subdolo. Si è insinuato nei rapporti tra le persone e invece di unirci come un vero esercito ha fatto emergere il lato peggiore di ognuno di noi.

Il lato peggiore e la malainformazione

Un esempio? Basta guardare quanto accaduto all’Assessore Marcato reo (per una fazione di neo fascisti/nazisti) di appoggiare la vaccinazione e aver ricordato in maniera asettica senza prendere posizione Gino Strada. Risultato? Offese sui muri dell’Appiani. Offese non meritate per una persona che (anche se la si può pensare in maniera diversa) è sempre stata corretta e coerente). Medici minacciati dagli stessi pazienti perché non vogliono pagare ulteriori visite (come previsto dalla legge) per essere esentati dal Green Pass (ma se un esame è specialistico e non lo passa la mutua perché prendersela con il medico fino ad arrivare alle minacce?). E in mezzo la malainformazione. Abbiamo creato dei mostri televisivi. Un tempo nelle televisioni ci finivano i giocatori o le starlett.

La televisione

Adesso è il turno dei virologi. Più in televisione che nei laboratori. Ognuno ha la sua idea, un altro dice il contrario. Un giornale ha definito un noto virologo “Virostar”. Direi che come definizione può bastare. In mezzo anche il governo. Decisioni si, decisioni no. Lockdown si, lockdown no. Un bombardamento di informazioni errate e mandate nel modo sbagliato hanno solo creato divisioni e confusioni. La gente comune non sa più che decisione prendere. Affidarsi alla massa? Andare contro anche solo per principio? Credere nella scienza? Ma la scienza è quella con la S maiuscola. È quella che ci ha portato con le sperimentazioni a trovare la cura per tante malattie. Ma se adesso chi dovrebbe tutelarci perché ha studiato è più in televisione che in laboratorio allora che cosa possiamo fare? Forse avrò fiducia in uno di loro quando mi sentirò chiedere scusa per aver passato più tempo in televisione che in laboratorio. Che non vuole il suo altissimo onorario ma ci rinuncia per profondere tutte le sue energie nello scoprire una cura. Dovevamo sentirci più uniti. Ricordare quello che dice il nostro inno “Stringiamoci a coorte” e invece siamo più divisi e cattivi di prima. Inutile nasconderlo. Lo dico con amarezza. C’è un solo vincitore: il Covid.

Il Covid ha vinto

Ma adesso c’è anche la questione Afghanistan che giorno dopo giorno prende spazio sui giornali. Così accadrà anche nei social. Si parlerà dei profughi. Di chi difenderà l’idea Europea di accoglierli distribuendoli tra tutti i paesi e chi si opporrà (sentito ieri: “chi se ne frega? Perché accoglierli? Problemi loro”). Forse non abbiamo imparato nessuna lezione. Dimenticheremo tutto e torneremo al 2018? Purtroppo non credo. Come il Covid lascia segni perenni anche in chi riesce a sconfiggerlo con o senza vaccino, lo stesso Covid ha distrutto una delle cose che avevamo più care: la nostra unità.

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