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Jesolo svela al mondo la bellezza di Sand Nativity

Jesolo corona il suo sogno ed entra nella storia. Sand Nativity, il presepe di sabbia monumentale realizzato e donato dalla città di Jesolo con il sostegno del Patriarcato di Venezia al Santo Padre e a tutta la cristianità da oggi splende in piazza San Pietro. Un momento straordinario, preceduto in mattinata dall’udienza privata con il Santo Padre, Papa Francesco, che ha dedicato alla comunità jesolana parole di apprezzamento e gratitudine per l’opera realizzata.

La cerimonia suggestiva con lo svelamento della scultura, poco dopo le 17, alla presenza del sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, della Giunta e del Consiglio comunale, del Patriarca di Venezia, S.Ecc. mons Francesco Moraglia, delle autorità vaticane, tra cui il presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, S.Em. cardinale Giuseppe Bertello, di una delegazione delle parrocchie jesolane e di tanti cittadini che si sono dati appuntamento a Roma per l’occasione.

Il momento solenne, è stato accompagnato dai canti eseguiti per l’occasione anche dal coro comunale San Sebastiano, costituito per l’appuntamento in Vaticano, ed è culminato con lo svelamento del presepe e l’accensione delle luci. Ai piedi del grande obelisco e abbracciata dal colonnato del Bernini, la scultura della natività si mostra in tutta la sua imponenza e bellezza e resterà nella piazza “centro” della cristianità fino al prossimo 13 gennaio, quando tornerà ad essere sabbia.

“Questo presepe di sabbia è il dono che da anni Jesolo desiderava fare al Santo Padre e a quanti raggiungono Roma in occasione del S. Natale – spiega con una certa emozione il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia – Sand Nativity ha una forza espressiva è immediata ed universale: parla a tutti, senza distinzione di bellezza, cultura e solidarietà. Questo presepe parla anche di pace, la capacità cioè di singoli uomini, singoli gruppi, singoli Stati, di trovare la forza in valori comuni per vivere in armonia; proprio come i granelli di sabbia che compongono quest’opera che stanno assieme in forza di un’idea e di un progetto. Jesolo oggi prende un impegno: vivere la sua vocazione all’ospitalità come via per costruire una cultura di Pace”.

Giovanni Cagnassi

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