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Monumento alle vittime sul lavoro a Camponogara: domenica l’inaugurazione

CAMPONOGARA. Verrà svelato domenica il monumento dedicato alle vittime sul lavoro che sorgerà in Piazza Castellaro a Camponogara. L’opera ancora inedita, voluta dall’associazione Anmil di Venezia con l’amministrazione comunale, verrà posizionata sullo spazio verde a lato del teatro comunale Dario Fo in Piazza Castellaro.

Il monumento sarà inaugurato domenica 14 ottobre, alle 10.30, in occasione della 68a Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. L’inaugurazione verrà anticipata dalla messa in suffragio dei caduti sul lavoro nella chiesa di “Santa Maria Assunta e San Prosdocimo” e da un corteo accompagnato dalla banda, dal gonfalone del Comune e delle bandiere associative. «L’amministrazione di Camponogara – commenta Paolo Veclani, presidente territoriale di Anmil- ci ha aiutato ad erigere un monumento in memoria dei caduti sul lavoro. Questo simbolo ci onora come associazione e ci stimola a una maggiore presenza sul territorio metropolitano, affinché il ricordo di quanti hanno perso la vita ed hanno subito un infortunio sul lavoro o hanno contratto una malattia professionale, sia sempre presente assieme al contributo da essi profuso per lo sviluppo economico e sociale».

Camponogara quest’anno ospiterà anche la cerimonia civile dell’associazione Anmil di Venezia che si terrà alle 11.30 nella sala consiliare del Municipio. «Camponogara – sottolinea il sindaco Menin-, ricorda già con la via “Caduti sul Lavoro”, quei cittadini che, nel compiere quel diritto fondamentale quale è il “lavoro”, hanno subito un grave infortunio o addirittura perso la vita. Naturalmente la posa del nuovo monumento è solo un fatto simbolico, ma anche questi gesti servono a contribuire e a creare una coscienza condivisa tra i cittadini, servono a far ricordare che le condizioni di lavoro devono preservare la salute delle persone e non possono, in alcun modo, porsi in contrasto o sottovalutare la sicurezza. Non esiste dignità senza sicurezza, non c’è stipendio che valga il rischio di una vita».

Gaia Bortolussi

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