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Nardozzi (Ambulanti): “Tutti a Roma per rivendicare i nostri diritti”

In vista della manifestazione del 22 gennaio a Roma abbiamo intervistato Giancarlo Nardozzi di Torino, Presidente Nazionale del Goia (Gruppo organizzato indipendente ambulanti) presente ormai in quasi tutto il territorio nazionale e fondatore di ALTRO, associazione nata per unire le piccole partite iva. Nell’ambito degli approfondimenti delle esigenze nel mondo delle imprese sentiamo uno dei protagonisti.

Nardozzi, che cosa è Goia?

“Siamo un’associazione di categoria nata 10 anni fa per difenderci da tasse e direttive Europee come ad esempio la Bolkestein, che metteva in discussione le nostre concessioni, una battaglia vinta”.


I centri commerciali e gli acquisti online schiacciano il piccolo commercio.

“Sicuramente, sono una vera concorrenza sleale protetta da leggi nazionali che permettono aperture selvaggie avvantaggiati anche dal sistema fiscale”. 

I governanti non si interessano più dei piccoli esercenti commercianti?

“È evidente, l’interessamento il governo lo vediamo solo quando è ora di passare all’incasso. In questi 10 anni di crisi i dati di chiusure dei piccoli esercizi e non solo commercio, ma anche aziende famigliari di qualsiasi categoria, segnano numeri da olocausto”.

Quali iniziative concrete dovrebbero essere assunte a difesa del commercio?

“Noi abbiamo proposto per la categoria un sistema fiscale che si usa anche all’estero e ha prodotto tanto benessere lavorativo anche in termini occupazionali una tassa unica. All’estero pagano un fisso equo ad esempio in Spagna fino a 6 dipendenti. Questo permette all’operatore oltre a essere fuori da tutti i balzelli burocratici di reinvestire nelle attività e tornare a farle crescere contribuendo all’economia nazionale e famigliare”.

Lo scopo della prossima iniziativa di protesta a Roma del 22 gennaio?

Lo scopo della manifestazione oltre a raggiungere gli obbiettivi proposti al ministero deve essere quello di unire le partite Iva in un unico coro, cambiando il modo usato fino ad oggi di fare sindacato. I malesseri comuni che ormai sono vere e proprie tragedie famigliari si devono fare forza unite uscendo da un sistema sindacale che ha la colpa di avere accompagnato nel baratro fino ad oggi milioni di autonomi distruggendo un tessuto di sostegno sia famigliare che nazionale. Per questo saremo tutti insieme il 22 gennaio a Roma”.

Una Europa unita è uno svantaggio o un vantaggio per il commercio locale?

“Se io fossi un cittadino Europeo trattato nello stesso modo della maggior parte degli stati Europei sarei ben felice di farne parte. Ma in questo paese governato da falsi Europeisti la parola Europa è diventata un’estorsione. La frase “ce lo chiede l’Europa” ormai ha solo un significato pagare e mantenere un sistema contro lo stesso cittadino Italiano”.

Lei pensa che si dovrebbe fare qualcosa anche per sensibilizzare gli acquirenti ?
“Sì, si potrebbe fare tanto ma anche in questo campo sensibilizzare e pubblicizzare ha dei costi che i piccoli non si possono permettere e naturalmente non c’è nessun tipo di aiuto da parte del governo”.

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Un commento

  1. C’è da ricordare che abbassando le tasse alle piccole e medie imprese diminuirebbero anche il costo della merce in vendita per cui più vendita più consumo più lavoro per cui più occupazione e più introiti allo Stato

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