Libri e Fumetti

Babil Junior per la Terra

Passato inosservato ai più, Babil Junior è un manga divenuto poi anime dalla trama semplice ma, per quegli anni, molto futuristico. Peccato perchè il cartone animato, pur con dei tratti molto grezzi, affronta argomenti importanti e attuali.

La trama di Babil Junior

5000 anni fa l’alieno Babil atterra in Mesopotamia per una avaria alla sua astronave. La popolazione locale erige una gigantesca torre per aiutarlo a inviare un S.O.S. al proprio pianeta. La torre però crolla e Babil, che intanto si è sposato con una terrestre, decide di lasciare la propria tecnologia a uno dei suoi discendenti.

La rivisitazione del mito della Torre di Babele

Il fumettista giapponese Mitsuteru Yokoyama (1934-2004) dà una personale interpretazione dell’episodio biblico, realizzando un manga pubblicato a puntate dal luglio del 1971 al maggio del 1973 e poi raccolto in 12 volumetti. Dal manga, la Toei Animation ha tratto la serie anime “Babiru Ni-Sei”. In Italia in onda su Italia 1 con il titolo “Babil Junior” a partire dal febbraio del 1982, nel contenitore “Bim Bum Bam”. Ma era già stato mandato in onda dalle tv locali dall’ottobre 1981.

Cosa cambia nel futuro

Nel corso dei millenni il computer resta attivo e continua la ricerca del discendente con i requisiti giusti e dotato di poteri Esp da sviluppare. Lo trova ai giorni nostri. È Koichi Yamano, che trascorre una vita normalissima in Giappone con i genitori adottivi. Viene rapito da un robot a forma di pterodattilo che lo conduce nel deserto dove si trova la base segreta di Babil.

Nella torre, Koichi apprende tutta la storia e gli viene detto che deve imparare a sviluppare i poteri Esp per diventare Babil Junior. Quando finalmente è pronto, due robot gli si affiancano per aiutarlo nelle sue imprese. Il gigantesco Poseidon, che spara missili ed emette raggi laser, e il pterodattilo Ropuros, capace di lanciare onde ultrasoniche.

La missione di Babil Junior

La missione di Babil Junior è difendere la Terra. Il computer lo invia quindi nel regno di Yomi, un tiranno che vuole conquistare il mondo. Yomi è un discendente diretto del primo Babil ed era stato valutato adatto prima di Koichi come possibile erede essendo un esper. Ma il computer lo allontana. Yomi, intanto, ha sostituito diversi uomini che governano i Paesi del mondo con dei sosia ai suoi ordini. Per contrastare Babil Junior, lo attacca con i suoi cyborg. Ma Yomi alla fine perderà la vita.

L’Oav

Nel 1992 la Hikari Productions realizza un Oav di quattro episodi intitolato “Babil Junior: La leggenda”, di Michi Himeno e Shingō Araki. Nell’Oav, lo studente Koichi apprende di essere la reincarnazione dell’alieno Babel, giunto sulla Terra per difenderla da un malvagio maestro. I disegni dell’Oav sono migliori di quelli della serie televisiva, ma la trama regge poco.

Il remake

Un remake di 13 puntate, “Babil II oltre l’Infinito”, diretto da Takeshi Ushigusa e scritto da Takahiko Masuda è stato trasmesso in Giappone dal 6 ottobre 2001 al 29 dicembre 2001. Nel remake Koichi Kamiya (non più Yamano), avvisato da una voce in sogno di prepararsi a difendere il mondo dal male con il nome di Babel II, affronta il malvagio Lord Yomi.

Il Manga 2

Dal 1977 al 1979, in 5 volumi, Mitsuteru Yokoyama realizza un sequel del manga intitolato Il suo nome è 101, dove Koichi è nascosto in un laboratorio della Cia con il numero di matricola 101. Dopo aver salvato il mondo, Koichi scopre che il suo sangue è in grado di curare gli uomini. La Cia lo utilizza per creare altri superuomini. Babil Junior si vede quindi costretto a eliminarli perché rappresentano un pericolo.

Quello che non sapevate (forse) su Babil Junior

“Babil Junior, braccia forti, spezza l’energia”. Questa è la storia di un ragazzino giapponese, discendente di un alieno, parente alla lontana di JoJo e grande fan di Mazinga, chiamato a proteggere la Terra dal solito signore del male. Un ragazzo che al posto del cane ha pantera nera mutaforma (Rodem), uno pterodattilo robot (Ropuros) e un robot gigante subacqueo (Poseidon).

Giovani gladiatori

Babiru Ni-sei (cioè Babel II) è una serie anime andata in onda in Giappone su NET (oggi TV Asahi) tra l’1 gennaio e il 24 settembre del 1973, ogni lunedì alle 19, per 39 episodi. Scritta dal veterano Shun’ichi Yukimuro – che in carriera ha firmato migliaia di episodi per le serie più varie, soprattutto per la Toei, oltre ad essere il co-creatore di Hello! Spank – vantava il character design del grande Shingo Araki. Da noi è arrivata come Babil Junior nel 1982 sulla neonata Italia 1. Tra i doppiatori, Cinzia De Carolis (Rodem in forma umana) e, per la voce del protagonista Koichi/Babil Junior, un ventenne che diverrà uno dei doppiatori più famosi del nostro paese, Luca Ward. Al doppiaggio di Babil Junior hanno partecipato anche i suoi fratelli, Andrea e Monica Ward (Yumiko).

Babil, Sally e Akira

Babil Junior era nato su carta due anni prima. Il manga da cui è stato tratto l’anime aveva iniziato infatti la sua corsa nel luglio del ’71 sulle pagine di Weekly Shonen Champion. Corsa proseguita poi fino al ’73. L’autore del fumetto è Mitsuteru Yokoyama, mangaka classe ’34 scomparso nel 2004 a causa delle ustioni riportate per un incendio scoppiato nella sua abitazione. La sua è una storia particolare, da ragazzino sfollato durante la Seconda Guerra Mondiale ad aspirante mangaka che con il suo lavoro da impiegato non riusciva a trovare il tempo per dedicarsi a questa sua passione. Ma quando quel tempo l’ha trovato, Yokoyama ha sfornato titoli che hanno fatto la storia del mondo dei manga, e a ruota degli anime, dando vita a tutta una serie di sottogeneri.

Dai robot giganti (Tetsujin 28-go, alias Super Robot 28, 1956) alle maghette (Sally la maga), l’influenza delle opere di Mitsuteru Yokoyama sull’intero immaginario giapponese – e di riflesso, pure sul nostro – è semplicemente enorme. Senza contare i tanti autori che l’hanno omaggiato con i propri lavori, a partire da Katsuhiro Otomo. Molti personaggi di Akira devono i loro nomi ai protagonisti di Tetsujin 28-go. Kaneda, Tetsuo, lo stesso numero 28 assegnato ad Akira. Stesso discorso per 20th Century Boys di Naoki Urasawa. Il manga di Babil Junior è stato pubblicato in Italia da d/visual, che ne ha dato alle stampe però solo 7 degli 8 volumetti previsti.

I remake e i film

Babil Junior: la leggenda è una serie di 4 OAV da mezz’ora ciascuno uscita nel ’92. Una versione compressa della storia originale in cui è evidentissimo lo stile della coppia Shingo Araki/Michi Himeno: Koichi e gli altri sembrano saltati fuori da un film dei Cavalieri dello Zodiaco. Nel 2001 è la volta del remake televisivo, noto anche con il titolo inglese Babel II: Beyond Infinity. 13 episodi trasmessi su TV Tokyo a tarda notte, tra il 6 ottobre e il 29 dicembre di quell’anno, nello slot occupato in precedenza da una serie collegata a Capitan Harlock, Cosmowarrior Zero. Esistono anche due corti cinematografici di Babil Junior, versioni estese di episodi della prima serie proiettate durante i Toei Cartoon Festival (Toei Manga Matsuri). Il 18 marzo del ’73 venne utilizzata una versione più lunga del secondo episodio, finita sul grande schermo insieme alle sgambate di Kamen Rider V3, Kikaider, Mazinga Z e a L’orsetto panda e gli amici della foresta. Nel luglio dello stesso anno si bissò con l’episodio 21 taglia XL, affiancato (tra gli altri) dal mediometraggio Mazinga Z contro Devilman.

Capito, Kabuto?

E parlando di Mazinga. Babil Junior arriva in TV nel pieno del boom del robot gigante di Go Nagai e ne viene fortemente influenzato. Koichi/Babil II, che manifesta con il prosieguo della serie un numero via via crescente di poteri, indossa una tuta da pilota e un casco con visiera (più lo sciarpone dei Cyborg 009 di Ishimori) e pilota una sua navicella, “Babiru Car”, che ricorda molto il Jet Pilder di Koji Kabuto. Nell’episodio 27 di Babil Junior il velivolo viene distrutto e rimpiazzato da un nuovo modello, con la fusoliera appuntita (al centro nella foto qui sopra) che stranamente è molto simile al Brian Condor che sarebbe arrivato di lì a poco in TV con il Grande Mazinga.

Jojo Junior

Ma Babil Junior ha anche ispirato, a sua volta, diversi anime e manga successivi, proprio come fatto più in generale dal lavoro del suo creatore, Mitsuteru Yokoyama (vedi punto 2). Soprattutto i tre fighissimi servitori del protagonista sono stati citati praticamente ovunque, da Yu-Gi-Oh! Zexal a Koi Koi Seven, da K.O. Century Beast III a Giant Robot – Il giorno in cui la Terra si fermò. Yu Suzuki, il creatore di giochi come Out Run, Virtua Fighter e Shenmue, dichiarò di essersi ispirato a Babil Junior per il progetto di un gioco arcade mai commercializzato, Psy-Phi. Nella serie di picchiaduro King of Fighters, la pantera nera del boss Rugal Bernstein si chiama Rodem. E se Jotaro Kujo, il protagonista di Stardust Crusaders, terza serie del manga Le bizzarre avventure di JoJo, indossa una divisa da studente giapponese è perché anche Hirohiko Araki voleva omaggiare in questo modo Babil Junior, di cui era un grande fan da ragazzo.

E le stelle non si sbagliano mai

La sigla Babil Junior è stata scritta da Lucio Macchiarella, con musica e arrangiamento di Mike Fraser e Douglas Meakin. A cantarla sono i Superobots dello stesso Meakin. Il brano venne inciso nell’82 su un 45 giri il cui lato B ospitava un’altra sigla della banda di Meakin, anche se sotto un altro degli pseudonimi usati: Lalabel dei Rocking Horse. Le musiche dell’anime erano di Shunsuke Kikuchi, compositore noto per le colonne sonore di decine e decine di anime, da Doraemon e Goldrake a Il fantastico mondo di PaulDragon Ball. Sue anche le OST di vari tokusatsu della serie Kamen Rider e di diversi film del tartarugone Gamera. Nel riascoltare in loop la sigla italiana dei Superobots, che continua ad avere ancora oggi un tiro incredibile, siete ovviamente autorizzati a saltellare sulla sedia fino a sera.

Babil Junior contro Stati Uniti

Esistono ben due seguiti a fumetti di Babil Junior. Tra il ’77 e il ’79, Mitsuteru Yokoyama pubblica su Shonen Champion Sono Na wa 101 (“Il suo nome è 101”), un manga che riscrive l’ultima parte di quello originale. Koichi si ritrova in un laboratorio della CIA, negli Stati Uniti, e scopre che il suo sangue, con i poteri ereditati dall’alieno Babil di cui è un discendente, è stato usato per creare una generazione di supersoldati. Il ragazzo decide così di affrontare questi esper, senza poter contare su Rodem, Poseidon e Ropuros, tenuti prigionieri dalla CIA. Da un soggetto del compianto Yokoyama, e sempre con gli USA come antagonisti, arriva nel 2010 Babil 2 – The Returner(Babel 2-sei: The Returner), un nuovo manga pubblicato in Italia da Star Comics e conclusosi nel 2017. 17 volumi in cui il custode della Torre di Babele dichiara nuovamente guerra agli yankee, disegnati da Takashi Noguchi (Mercenary Pierre).

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