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Bem il mostro umano

«Arriva Bem, nemico del mal che in bocca tien mille pugnal. Solo tre dita, due occhi di ghiaccio, sessanta vipere sopra ogni braccio» . E già qui si scatenavano i brividi sulla schiena. Chi si ricorda del primo anime a sfondo horror con scene quasi splatter? Eppure non riuscivamo a perderci una puntata. Sarà stato l’amore per il primo “brivido” da piccoli o per l’atmosfera che creava la sigla di Nico Fidenco, fatto sta che per quelli della nostra generazione Bem è certamente un cult. Ma siamo sicuri di sapere tutto?

Chi era Bem

Bem (Yōkai ningen Bemu), meglio noto in Italia con il nome Bem il mostro umano, è una serie televisiva anime di genere horror, fra i primi del genere, creata nel 1968 da Saburo Sakai e Nobuhide Morikawa e trasmessa in 26 episodi della durata di 25 minuti ciascuno tra l’ottobre del 1968 e l’aprile del 1969. Della serie, inoltre, è stato creato anche un manga pubblicato dall’editore giapponese Kōdansha.

I problemi in Giappone

Pur avendo una cultura completamente diversa da noi e una censura molto pesante, per i dettagli truculenti al limite dello splatter ebbe numerosi problemi in Giappone per le proteste di gruppi di genitori. Degna di nota anche la colonna sonora, una serie di brani jazz scritti per la serie. Esiste anche la seconda serie composta da soli due episodi, che in Italia non sono mai stati trasmessi e sono stati distribuiti solamente in DVD. Nel 2011 ne è stata realizzata una versione dorama in 10 puntate dal titolo Yokai Ningen Bem con Kazuya Kamenashi che impersona Bem.

Trama

Tutti gli episodi hanno una struttura simile:

  1. Bero incontra una persona bisognosa (di solito un bambino o una bambina) con cui stringe amicizia, nascondendo il fatto che non è un essere umano.
  2. Un qualche pericolo (spesso sovrannaturale) mette a repentaglio la vita della persona divenuta amica di Bero
  3. Bero affronta la minaccia da solo, rivelando il suo aspetto inumano, ma viene messo alle strette.
  4. Intervengono Bera e Bem e sconfiggono la minaccia (di solito è Bem ad assestare il colpo di grazia), a volte rivelando anch’essi il loro aspetto mostruoso.
  5. Bero confessa la sua vera natura all’amico appena conosciuto che, nonostante questo, non si spaventa ma anzi lo ringrazia.
  6. Bero si separa dal suo amico e ricomincia il suo eterno vagare in compagnia di Bem e Bera.

I nemici che appaiono nella serie sono a volte persone estremamente malvagie, ma più spesso mostri, fantasmi e demoni provenienti sia dall’iconografia occidentale sia da quella orientale.

I personaggi

Nessuno sa chi siano, né dove né quando essi siano venuti alla luce. Bem, Bera e Bero sono nati in seguito ad un misterioso esperimento genetico a cui si accenna brevemente nel prologo di ciascun episodio. Malgrado il loro aspetto decisamente mostruoso, il loro animo è puro e si sono prefissi il ruolo di difensori della giustizia, nella speranza che prima o poi in cambio delle loro buone azioni questo li porti a diventare finalmente dei veri esseri umani. Proprio in virtù della loro origine, tutti e tre i personaggi hanno caratteristiche sovrannaturali: grande forza e resistenza, invisibilità, intangibilità e capacità di muoversi in maniera istantanea.

Aspetto horror, cuore d’oro

Data la loro volontà di aiutare l’intero genere umano (anche se vittime di pregiudizio a causa del loro aspetto), i tre di solito viaggiano mutando forma a seconda delle situazioni in cui si vengono a trovare, in modo da assomigliare il più possibile a persone normali. Tuttavia questa trasformazione li priva di parte della loro forza, ed in tal modo non è mai perfetta, in quanto ciascuno dei tre ha alcuni “segni” che lo identificano come non umano. Uno è comune a tutti e tre, ovvero avere tre dita per mano.

Bem

Leader del gruppo, è il più forte, calmo e riflessivo del terzetto di protagonisti. Il suo aspetto umano è quello di un uomo di mezza età, vestito con abito nero stile smoking, cappello nero e pantaloni grigi. L’unico segno della sua mostruosità in questa forma sono gli occhi gialli privi di pupilla. Porta sempre con sé un bastone da passeggio che spesso si trasforma in un’arma mortale quando combatte contro i vari demoni e spiriti malvagi. Di carattere rigoroso, crede che gli esseri umani possano andar d’accordo coi mostri e sembra sforzarsi di rintracciare una modalità di possibile coesistenza. Ha orecchie a punta, un occhio di colore diverso rispetto all’altro ed il canino superiore sinistro leggermente sporgente. È doppiato da Gino Pagnani nell’edizione 1982 e da Alessandro Rossi nell’edizione anni 2000.

Bera

La donna del gruppo, nonché il personaggio più sanguigno e umorale; ciò causato anche da esperienze negative vissute in passato. È più scettica di Bem, ma anche quella con il più alto senso di giustizia; secca, decisa e molto forte, sembra a volte aver tendenze quasi sadiche ma può mostrar in certe situazioni una tenerezza del tutto materna. Il suo aspetto umano è decisamente inquietante, dato che riassume i cliché della rappresentazione dei vampiri, ovvero pallore estremo e canini appuntiti. Veste con un abito viola e un ampio mantello rosso. Utilizza come arma una frusta che porta sempre avvolta al braccio destro come se fosse un bracciale. Tra le sue abilità spiccano la capacità di riportare in vita i morti e di creare illusioni terrificanti. Nella sua forma mostruosa ha l’aspetto di un umanoide simile ad un rettile, con la pelle blu e lunghi capelli rossi. È doppiata da Daniela Gatti nell’edizione 1982 e da Serena Verdirosi nell’edizione anni 2000.

Bero

Ha la forma d’un bambino umano di circa otto anni, vestito con una calzamaglia rossa (in origine avrebbe dovuto essere verde) dal collo in giù. Personaggio curioso e combinaguai, ogni novità gli appare interessante: è anche molto desideroso di fare nuove amicizie, ma dal momento che il suo aspetto è diverso da quello della gente comune, è guardato da tutti un po’ dall’alto in basso. Spesso è il primo che si imbatte nel mostro di turno o in un essere umano bisognoso di aiuto. Il suo aspetto umano è molto simile a quello di un comune bambino se non fosse per i capelli blu, la bizzarra acconciatura, gli occhi strani, le orecchie a punta e le mani che contano solo tre dita. Ha un comportamento totalmente innocente che riesce a sciogliere i cuori delle persone. È doppiato da Marco Joannucci nell’edizione 1982 e da Simone Crisari nell’edizione anni 2000

L’anniversario di Bem

In occasione del cinquantesimo anniversario della serie animata originale, Bem il mostro umano sarà protagonista di un remake intitolato semplicemente BEM, del quale è stato presentato il trailer.

BEM – che esordirà nel corso del 2019 – è stata realizzata da LandQ Studios in collaborazione con il disegnatore Range Murata (Last ExileBlue Submarine No. 6). La regia è stata affidata a Yoshinori Odaka (B-Daman CrossFireB-Daman Fireblast), mentre il character design è di Masakazu Sunagawa (Azure Striker Gunvolt). Di seguito, la prima immagine promozionale di BEM, con il character design dei personaggi nella loro nuova versione.

7 cose che forse non sapevate su Bem il mostro umano

Il suo nome è Jem, ed è una cantante. Ma quella è un’altra storia. Quella di Bem, invece, è la storia di un anime horror vecchissimo arrivato nell’82 anche da noi, con lo scopo preciso di mettere un sacco d’inquietudine addosso a un’intera generazione di giovani spettatori. Ecco sette curiosità sul terrificante Bem il mostro umano, per la gioia del mio analista.

1.Ho fatto il ’68 e la Samsung

Ideata da Akira Adachi, Yōkai Ningen Bem (Bem il mostro umano) debutta su Fuji TV nell’ottobre del ’68 e va avanti per 26 puntate in fascia pre-serale, scatenando le proteste di molti genitori per i suoi contenuti violenti. In Italia approda su Rete 4, come detto a inizio anni Ottanta, con alcuni tagli, e viene ritrasmessa da MTV vent’anni dopo nelle sue Anime Night. Si tratta di una delle prime serie anime co-prodotte con aziende coreane, visto che alla sua realizzazione collaborò l’emittente sudcoreana TBC (oggi KBS 2), all’epoca di proprietà di Lee Byung-chul. Il nome magari non vi dice niente, ma è molto probabile che ci sia qualcosa di “suo” attorno a voi. È il fondatore della Samsung.

2. Orrore di moda

Una collaborazione, quella con i coreani, che lo studio giapponese Daichi Doga aveva iniziato l’anno prima, con un’altra serie a sfondo vagamente horror molto famosa, Ōgon batto, meglio nota quaggiù come Fantaman. Erano anni in cui il filone degli anime horror tirava, e non a caso sempre del ’68 è la prima trasposizione animata di Kitaro dei cimiteri, altrettanto popolare in Giappone. Ma Bem non era rivolto ai bambini, quanto a un pubblico di pre-adolescenti e i suoi contenuti ne fanno la prima vera serie horror della TV giapponese. Questa storia di tre improbabili mostri paladini della giustizia – Bem, un uomo privo di pupille, in smoking col cappello e il bastone; Bera, la cugina spaventosa di Morticia Addams, in ciabatte; Bero, un Pierino dai capelli blu che diventa pure lui un mostro orrendo con il testone da marziano vintage – è un concentrato di splatter, avventura e temi delicati come il razzismo. Bem e gli altri aiutano infatti gli umani e vogliono essere accettati da loro, nella speranza di diventare normali, ma finiscono per essere odiati o temuti.

3. Si alza il vento

Il finale di Bem, al termine del ventiseiesimo episodio, è aperto. E triste. La voce narrante spiega che non si sa se i tre componenti di questa strana famiglia sono morti o “se le loro anime si sono dissolte”. Ma quando accade “qualcosa di strano e misterioso, qualcosa di buono si risolve a vostro favore, può darsi che sia opera loro”. O forse avete ingaggiato l’A-Team senza accorgervene. Nel 1982 si provò a riportare in pista Bem con una nuova serie, mai andata in porto. Dei due episodi realizzati si occupò il team Topcraft, studio che lavorò nei primi anni Ottanta a capolavori dell’animazione come Nausicaä della Valle del vento e Macross – Il film, prima di finire in bancarotta nel 1985. Quando venne acquistato da tre signori che gli cambiarono nome. I signori erano Hayao Miyazaki, Toshio Suzuki e Isao Takahata, e il nome scelto era Studio Ghibli.

4. Mi manga

Di Bem esistono anche diverse versioni a fumetti. La prima fu pubblicata nel 1968, durante la trasmissione dell’anime, dalla Kodansha. Yōkai Ningen Bemu Returns è invece un manga del ’94 della Square Enix, disegnato da Naoto Tsushima, un collaboratore di Go Nagai che ha disegnato diversi fumetti sui robottoni del papà di Mazinga e Goldrake (come Getter Robo Hien). Un terzo manga è stato pubblicato dalla Shueisha nel 2007. Si intitola semplicemente Yōkai Ningen Bem come il cartone originale.

5. I nuovi Bem

Esiste anche una seconda serie animata di Bem, nota con il titolo internazionale Humanoid Monster Bem. È un remake dell’anime del ’68, prodotto dallo Studio Comet nel 2006. E poi c’è la serie di corti realizzati lo scorso anno per il cinquantennale di Bem, Oretacha Yōkai Ningen (Siamo dei mostri umani). Una produzione demenziale in cui Bem, Bero e Bera provano a comprendere gli umani in un luogo ispirato palesemente a Kabukicho, il quartiere a luci rosse di Tokyo. C’è pure la testa gigante di Godzilla. Bem che fa ridere: la fine del mondo è ormai prossima.

5. La sigla, il tennis e Caparezza

La sigla di Bem è stata scritta e interpretata da Nico Fidenco, maestro delle colonne sonore, dagli spaghetti western a tanti cartoni, come Sam il ragazzo del West, Jenny la tennista Don Chuck Castoro. Il 45 giri, che affiancava Bem a Jenny (Jeremy and Jenny destra-sinistra/Bem), appare all’inizio del video di Caparezza Goodbye Malinconia al 16° secondo.

7. Cambi di look Doramatici

Yōkai Ningen Bem è diventato nel 2011 anche un dorama, una serie live action in 10 puntate per la tv nipponica, con una sigla composta dal gruppo J-Pop KAT-TUN. Come successo per Carletto il principe dei mostri, anche qui l’attore chiamato a interpretare il protagonista, Bem, è il cantante di quel gruppo, Kazuya Kamenashi. Wikipedia lo definisce un “idol, ballerino e cantautore, attore, personaggio televisivo, produttore, conduttore radiofonico e modello”. Se glielo chiedete, vi fa anche un caffè. Idolo delle donne, il trentaduenne è anche un simbolo vivente dei miracoli che ti possono fare la chirurgia estetica e un buon parrucchiere. Va’ che trasformazione, manco Bem quello vero.

8. Chi era il protagonista

La facciata dedicata a Bem non solo porta avanti l’errore di fondo per cui tanti credono che il Bem del titolo sia il mostro bambino anziché il tizio inquietante col cappello, ma lo definisce “Piccolo grande eroe dallo spazio”. Bero e gli altri sono frutto di un esperimento genetico, non vengono da un altro pianeta. Quello era Chobin. Certo che comunque in Italia se non creiamo confusione non siamo contenti. Quanti ancora credono che sia Bero il protagonista? Ma alla fine vi lasciamo con un piccolo regalo. Una clip realizzata con i diversi anime di Bem cantata da Nico Fidenco.

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