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Candy Candy: 40 anni l’orfanella più amata

Il 2 marzo 1980, sulle Tv private di tutta Italia, arrivava un personaggio dei cartoni animati che sarebbe divenuto ben presto un’icona intramontabile. A distanza di quattro decenni dalla sua comparsa sugli schermi televisivi, unisce e diverte generazioni intere. Parliamo di Candy Candy.

Chi è Candy Candy

Stiamo parlando di Candy Candy. Il cartone animato ambientato tra la fine dell’Ottocento e il primo Dopoguerra con protagonista l’orfanella americana. Ma inventata in Giappone da Kyoko Mizuki, dal cui romanzo Yumiko Igarashi creò un manga nel 1975. Dando poi vita a un anime nel 1976. Lasciata in tenerissima età di fronte alla Casa di Pony, un orfanotrofio gestito da Miss Pony e Suor Maria, si fa strada nella sua vita fino a diventare infermiera. Superando gli ostacoli grazie al suo ottimismo, alla sua bontà e a vari amici incontrati lungo il cammino. Fra cui il suo benefattore, lo zio William che l’adotterà facendola entrare nella facoltosa famiglia Andrew. 

Candy e l’amore

Candy Candy vivrà due importantissime storie d’amore. Quella adolescenziale con il delicato Anthony che morirà tragicamente cadendo da cavallo durante una caccia alla volpe. E quella più matura con Terence, “bello e maledetto” eroe byroniano rampollo di una nobile famiglia inglese e appassionato di recitazione. Che sarà costretto a lasciare la fanciulla per Susanna Marlowe. Una collega attrice che, sacrificandosi per salvarlo, ha perduto una gamba durante le prove di Romeo e Giulietta.

Terence e Anthony e gli amici

Oltre ad Anthony (per brevissimo tempo) e a Terence (dal quale la separerà un amore impossibile), accanto a Candy vi sono l’orsetto lavatore Klin, l’amica di sempre Annie (che tuttavia la tradì da bambina facendosi adottare al posto suo dalla famiglia Brighton), la dolce Patty, conosciuta nella terribile Royal Saint Paul School di Londra, e poi Archie e Stear, i due nobili cugini di Anthony, fidanzati l’uno di Annie e l’altro di Patty. Stear, inventore pasticcione, morirà in guerra da pilota, abbattuto da un aereo nemico, indirizzando l’ultimo pensiero proprio a Candy.

Orfanella e nemici

Nemici dell’orfanella, fin da bambina, sono i perfidi fratelli Legan Iriza e Neal (che alla fine si innamorerà perdutamente di Candy). Ma anche la rigida Zia Elroy che non ha mai approvato l’ingresso di Candy nella famiglia Andrew per le bizze del misterioso William dall’identità sconosciuta. Quest’ultimo, nell’agnizione finale come da romanzo d’appendice che si rispetti, si rivelerà essere non soltanto il misterioso Principe della Collina, ma anche lo stesso Albert. Caro amico della fanciulla, amante degli animali, che l’ha sempre protetta in segreto.

Candy Candy in Italia

In Italia, l’ultima puntata della serie fu abilmente manipolata nell’adattamento dal giapponese. Per far credere a un imminente seguito della saga con il riavvicinamento di Candy e Terence. In realtà, nel manga originale Candy sposerà proprio Albert, il suo “Principe della Collina”, dimenticando l’amore per Terence. 

Il carattere

Nelle oltre cento puntate del cartone animato, divise in due serie, Candy si distingue sempre per una spiccata indipendenza e un amore sconfinato per la giustizia. Al punto da sacrificarsi spesso per il bene del prossimo anziché del proprio. Indole che si esplica alla perfezione nello “scopo nella vita” che sceglie di perseguire, ovvero quello di diventare infermiera. Pur indulgendo spesso in un “sadismo” strappalacrime, la storia di Candy Candy ha segnato un’epoca. Divenendo un eponimo e un personaggio imprescindibile nell’immaginario dei bambini degli anni ’70 e ’80. La cui passione hanno poi trasmesso ai loro figli e nipoti. Capostipite di una lunga parata di cartoni animati con protagonisti orfanelle più o meno sventurate. Per esempio CharlottePelineLovely SaraGeorgieMilly. Nessuna – tuttavia – carismatica e amata come l’intramontabile “signorina tutte lentiggini”. 

La lite

Candy Candy non viene più trasmesso in Tv dal 1997 per via di una controversia legale fra le due creatrici Mizuki e Igarashi. Ma la bionda eroina non ha mai smesso di vivere la sua meravigliosa primavera. Come quando sulla Tv del Lazio Quinta Rete veniva presentata da una giovanissima e altrettanto dolce e bionda Marta Flavi.

Le sigle

La prima storica sigla fu incisa dai Rocking Horses. La seconda dalla solita mitica Cristina D’Avena.

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