Libri e Fumetti

Essere Curdo

Shorsh Surme, nato nel 1961 ad Arbil, nel Kurdistan dell’Iraq, ha vissuto in patria il destino delle famiglie dei perseguitati politici. Diciotto anni fa si è trasferito in Italia, dove oggi lavora come giornalista per diverse testate nazionali ed internazionali. È il direttore del primo portale curdo in Italia www.panoramakurdo.it. Adesso è uscito il suo libro. Essere Curdo. Un’analisi profonda e amara di un popolo senza patria.

La dedica

“Questo libro è dedicato a mia madre immortale, al grande spirito dei Martiri della Nazione Curda. Agli avvocati, agli attivisti, a tutti coloro che si battono per la difesa dei Diritti Umani, dovunque si trovino. A coloro che hanno pagato con il sacrificio della vita per essere stati capaci di dire “NO”; a tutti coloro che amano e lottano per la pace, la tolleranza, la sicurezza delle nazioni del mondo. All’onestà, all’innocenza, all’altruismo. Ai milioni di Curdi che, nell’estate del 1991, durante la deportazione di massa, laceri e affamati, mentre marciavano sotto il tiro dei loro carnefici, mormoravano. “Io non sono un rifugiato, io non sono un esiliato. Questa è la mia terra e io cammino in lei”.

Shorsh e l’Essere Curdo

Bastano queste parole per spiegare l’animo di Shorsh. Lui, giornalista, apolide ma legato alla sua terra. Perchè solo di terra si può parlare, lascia da parte le emozioni e analizza con occhio critico la storia del popolo curdo dalla nascita ai giorni nostri. E lo fa con una scrittura semplice, lineare. In un libro che andrebbe preso ad esempio a scuola.

La storia del popolo curdo

Sono circa 35 milioni e vivono nel Kurdistan, a cavallo tra Turchia, Iraq, Siria, Iran e Armenia. Dopo la prima guerra mondiale venne disattesa la promessa degli alleati occidentali di creare una nazione. Da allora i vari gruppi sono diventati minoranze in diversi Paesi. Rappresentano il quarto gruppo etnico più grande del Medio Oriente, la loro popolazione è stimata in circa 35 milioni di persone, ma non hanno mai ottenuto uno Stato nazionale permanente. I curdi sono distribuiti tra Turchia, Iraq, Siria, Iran e Armenia nel vasto altopiano del Kurdistan che racchiude i confini dei cinque Paesi. Anche se comunità curde vivono anche in Europa, soprattutto in Germania. Il sogno del Kurdistan non si è mai materializzato e la questione curda è tornata alla ribalta con l’offensiva dei turchi contro le milizie nel Nord-Est della Siria.

Il Kurdistan: lo Stato mai nato

Dopo la prima guerra mondiale e la sconfitta dell’Impero ottomano, i vincitori alleati occidentali avevano previsto la creazione di uno Stato curdo nel Trattato di Sevres del 1920. Una promessa che venne disattesa 3 anni dopo, quando il Trattato di Losanna ha fissato i confini della moderna Turchia senza definire confini geopolitici per il Kurdistan. Così i curdi sono rimasti una minoranza nei diversi Paesi in cui si sono ritrovati a vivere. Finora qualsiasi azione dei curdi per creare uno Stato indipendente è stata sempre repressa.

Le differenze fra i vari curdi

I curdi sono a maggioranza musulmana sunnita e formano una comunità distintiva, unita attraverso cultura e lingua, anche se non hanno un dialetto standard. Ogni gruppo nazionale, però, si differenzia l’uno con l’altro per priorità e alleati. I curdi turchi, i curdi siriani e i curdi iracheni, che insieme hanno combattuto contro l’Isis, sono i gruppi finiti nel mirino di Erdogan. I curdi iracheni hanno da tempo una loro regione autonoma all’interno dell’Iraq (il Kurdistan iracheno), mente i curdi siriani soltanto di recente hanno ottenuto il controllo della regione che abitano, il Rojava.

Le simpatie occidentali per il popolo curdo

La causa curda dell’Ypg ha suscitato così grandi simpatie presso l’opinione pubblica occidentale. Non solo per il contrasto all’Isis, ma anche per l’ideologia espressa dal movimento. In un’ottica post-marxista, alle donne vengono riconosciuti gli stessi diritti che agli uomini. Esistono inoltre anche milizie curdo-siriane composte da donne, come ad esempio l’Ypj, Unità di protezione delle donne, che combattono spesso a capo scoperto contro gli estremisti islamici dell’Isis. Il Rojava, poi, è stato anche un esperimento politico-sociale, con l’adozione di una Costituzione di stampo democratico, pluralista e liberale, che enfatizza l’ambientalismo e il ruolo delle comunità locali nella gestione del potere.

Curdi siriani traditi

Attaccati dalla Turchia e abbandonati dagli Stati Uniti, i curdi siriani si sentono traditi proprio da quel mondo occidentale che aveva espresso sostegno e stima negli ultimi anni. Ilham Ahmed, presidente del Comitato esecutivo del Consiglio democratico siriano, da Bruxelles chiesto alle istituzioni europee di “non abbandonare i siriani” e di non chiudere gli occhi su Erdogan.”Gli Stati dell’Ue devono ritirare al più presto i loro ambasciatori dalla Turchia perché sta violando troppe leggi internazionali e continua a danneggiare la Siria. Questo crimine va fermato e la Turchia deve essere sanzionata per quello che ha fatto”.

Essere Curdo per Shorsh

Ecco perchè questo libro è così importante. E’ una lettura fondamentale per chi sente solo parlare del “curdo” ma non ne conosce la storia. Per Shorsh Surme questo non è solo un libro. E’ un diario. Il diario di un curdo visto però con gli occhi di un giornalista. Una perla da conservare, leggere. E raccontare.

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