Libri e Fumetti

Kiss me Licia. Tutte le curiosità

È l’anime che ha insegnato a una generazione tante cose. L’orecchiabilità del rock giapponese anche con testi italiani ancora più improbabili; l’amore che sboccia in un giorno di pioggia stando dietro a un bambino con le gambe segate e una parrucca in testa, e, ovviamente, l’importanza in una dieta equilibrata delle fettine panate. Ecco alcune cose che forse non sapevate su Kiss Me Licia e il suo mondo.

Altri baci

Tutto nasce da un manga di Kaoru TadaAi shite Naito (aka Love Me Knight, “Amami, cavaliere”), pubblicato in Giappone tra l’82 e l’84, in parallelo alla sua trasposizione animata, partita nell’83. A differenza che in Italia (prima TV settembre ’85), anime e manga di Kiss Me Licia non hanno avuto però particolare successo in Giappone. L’opera più fortunata della Tada in patria è stata infatti Itazura na Kiss (“Bacio malizioso”), il cui manga è del ’91 ed è rimasto incompleto a causa della morte prematura dell’autrice, scomparsa a soli 38 anni per un assurdo incidente durante un trasloco. Anche un altro suo fumetto, Mihaa Paradise, era ambientato come Kiss Me Licia nel mondo del rock giapponese.

Yaeko detta Yakko…

…o Luciana detta Licia. Come era uso al tempo, tutti i nomi dell’anime sono stati italianizzati. Yaeko “Yakko” Mitamura diventa così Luciana detta Licia, il cantante dal capello bicolor Go Kato è Mirko, suo fratello Hashizo Andrea, Shigemaro Mitamura, il padre della protagonista, si trasforma nel mitologico Anacleto Marrabbio, proprietario del Mambo. E poi Manuela, Marika, Elisa… con qualche nome inglese, tipo Matt o Steve, buttato nel mucchio.

Ci sono però alcune eccezioni, come Satomi, che conserva per qualche ragione il nome giapponese, o il gatto Giuliano, che si chiama così anche in originale. Esistono molte differenze anche tra manga e anime, visto che sono stati sviluppati in parallelo. Mirko/Go e Hashizo/Andrea sono in entrambi i casi fratellastri, ma nel manga si spiega che Andrea è nato da una relazione extraconiugale del padre.

Baby, I love you

I brani originali dell’anime vennero adattati per il mercato italiano. I testi furono riscritti da Alessandra Valeri Manera, a capo della struttura ragazzi delle reti Fininvest, e venne chiamato a interpretarli Enzo Draghi. Il successo di Fire, Freeway e gli altri pezzi fu tale che i dischi dei Bee Hive (otto in totale) hanno venduto in Italia complessivamente 400mila copie. Il primo, “Kiss Me Licia e i Bee Hive”, è stato disco di platino nel 1986. Le sigle giapponesi e altri brani del cartone (Kiss Me Licia è stato il primo anime a presentare dei pezzi originali all’interno degli episodi) vantavano gli arrangiamenti di Joe Hisaishi, compositore famoso in tutto il mondo per le colonne sonore dei film di Hayao Miyazaki!

Seguiti patinati

Il successo dell’anime spinse Fininvest, con l’assenso dei produttori nipponici, a sviluppare un telefilm live action che portasse avanti la storia dell’anime. Nasce così Love Me Licia, con Cristina D’Avena nei panni della protagonista, Pasquale Finicelli in quelli di Mirko, Salvatore Landolina (Marrabbio) e tanti altri volti noti della TV: Marco Bellavia, Debora Magnaghi, Carlotta Pisoni Brambilla (entrambe in seguito conduttrici di Bim Bum Bam) e anche un vero musicista, Manuel De Peppe. In un episodio, i Bee Hive vengono presentati da… Corrado.

Alla prima serie live action hanno fatto seguito altri tre telefilm, nel giro di due anni: Licia Dolce Licia, Teneramente Licia, Balliamo e Cantiamo con Licia. Talentuoso attore teatrale, Landolina aveva solo 42 anni quando ha iniziato a interpretare Marrabbio in TV, sotto un trucco alla Toshiro Mifune. Il piccolo Andrea ha cambiato volto in corsa: era Luca Lecchi in Love Me Licia e Valerio Floriani da Licia Dolce Licia in poi. Floriani sarà il fratellino di Cristina D’Avena anche in Arriva Cristina (1988).

Perché è bionda nella sigla?

Nella sigla di apertura del cartone, Licia/Yakko è bionda come nel manga di Kaoru Tada, anziché castana come negli episodi. Pare che la sigla sia stata realizzata semplicemente prima, o forse Mirko era geloso e voleva essere lui il mezzo biondo della coppia. Una delle due.

Il ritorno dei Bee Hive

E ok, i Bee Hive del telefilm non erano una vera band. Erano delle controfigure parruccate dei membri della band dell’anime. E quelle canzoni, comunque, in Italia le cantava come detto Enzo Draghi. Questo non ha impedito tuttavia a Pasquale Finicelli, Sebastian Harrison (Satomi), Manuel De Peppe (Matt) e Luciano De Marini (Paul) di tornare in pista con una reunion. Nel 2008, vent’anni dopo la conclusione dell’ultima serie dal vivo, sono partiti per un tour, per la gioia di tutte le fan di Kiss Me Licia ormai madri di famiglia. Hanno inciso anche un singolo inedito.

Polpette e fettine

Nel Mambo italiano, soprattutto nella sua versione live action frequentata dai primi umarell della TV italiana (Nonno Sam e Lauro, i gemelli perduti di Bruno Lauzi e Peo Pericoli) e dominato dalle facce scoglionate del gatto Giuliano, si facevano polpette di carne. In originale era invece un ristorante di okonomiyaki.

Ma a trasferire le avventure in carne e ossa di Licia nel mito sono state, ovviamente, la pasta coi capperi e le fettine panate. Vera passione del bambino Andrea, al quale, per ragioni sceniche, nella trasposizione telefilmica avevano potuto mettere solo una parrucca in testa. Senza segargli davvero le gambe.

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