Libri e Fumetti

Lo scrittore Marco Franzoso incontra il pubblico al Dario Fo

CAMPONOGRA. Parole, musica e luoghi del cuore legano il nuovo romanzo di Marco Franzoso, “L’innocente”, edito Mondadori, e la presentazione che l’autore ne farà sabato 27 ottobre, alle ore 21 con ingresso libero, al teatro Dario Fo di Camponogara, paese nel quale lo scrittore vive. Quella che Franzoso offrirà al pubblico, ai suoi concittadini, sarà più di una classica presentazione: l’autore, infatti, proporrà delle letture dal suo ultimo romanzo, accompagnato dalla musica di Chiara Voltolina e dalla presenza di Nicolò Menniti Ippolito.

«Quest’idea – rivela Franzoso- nasce dalla volontà di portare la scrittura verso la gente. Per questo ultimo lavoro sarò un autore itinerante, accompagnato da un linguaggio universale ed aggregante qual è la musica. Musica che per la prima volta diventa elemento chiave nella storia che ho raccontato». “L’innocente”, tra le sue mille sfaccettature, racconta della difficoltà nello stabilire il confine tra colpa e innocenza, aprendo anche una riflessione su chi, alla fine, ci infligge il male maggiore pur dovendoci difendere. Il tutto raccontato, per la prima volta, dalla prospettiva di un bambino. Un libro che pone molte domande, senza azzardare risposte.

Siamo in un piccolo paese della provincia veneziana ed è l’estate più torrida del secolo. “Matteo, un ragazzino di dodici anni orfano di padre e grande appassionato di musica, è seduto in auto al fianco della mamma nel breve viaggio da un paese di campagna alla città vicina, dove sarà interrogato dal Giudice per un presunto abuso subito due anni prima. Un viaggio di formazione, un crescendo emotivo fino all’incontro fondamentale in quella che lui chiama la “Stanza delle parole”. Giudice e Psicologa svolgono il loro necessario compito, ma proprio questo forse è alla radice del male che infliggeranno al “minore”, come lo chiamano. Quasi fosse un dettaglio marginale di una storia tra adulti, in cui lui non è che una voce. Il viaggio di ritorno sarà breve, e segnerà per Matteo il vero spartiacque tra il mondo dell’infanzia e il suo trovarsi troppo presto “grande”. Con questo strappo il ragazzo troverà dentro di sé la capacità di reagire e di riconoscere finalmente l’ambivalenza delle parole, come della vita”.

Un racconto che, in fin dei conti, ha più bellezza e positività di quella che ci si aspetta. Che aiuta gli adulti a riacquistare la voce dell’infanzia come risorsa fondamentale per capire cosa sono diventati e, forse, per riappacificarsi con il proprio passato: con quel bambino che non ha parole ma fitte allo stomaco per esprimere un malessere.

Franzoso, con la sua scrittura immediata ed autentica, non lascia nulla al caso, ogni parola, ogni dettaglio, porta pian piano il lettore verso quella che diventerà una certezza: «a pagare il prezzo più alto è l’unico che non doveva pagarlo».

A vent’anni dal suo primo libro, e dopo il successo de “Il bambino indaco”, nel 2012, dal quale il regista Saverio Costanzo ha tratto il film “Hungry Hearts”, consacrandone la fama, Marco Franzoso esprime ne “L’innocente” la sua maturità letteraria, conservando la delicatezza che lo contraddistingue, raccontando una storia “nata per necessità”. Come spesso ha fatto nei suoi racconti, Marco Franzoso, anche ne “L’innocente” fa muovere i suoi personaggi in luoghi che lui stesso conosce, dov’è cresciuto, nella provincia veneziana, dove ha deciso di tornare a vivere, perché lo aiuta a pensare e ritrovare la memoria di una società a misura di persona. Racconta dell’infanzia con gli stessi occhi del bambino che mette al centro della sua storia. Entra nelle dinamiche di una famiglia sgangherata con onestà, senza pregiudizi, lasciando che ogni lettore sia libero di riconoscersi.

«L’infanzia è uno specchio – commenta l’autore- dove gli adulti dovrebbero guardare per capire cosa sono diventati, per recuperare quelle sfumature della vita che solo i bambini riescono a vedere. Nel mio ultimo lavoro – svela Franzoso – pongo al centro di tutto la prospettiva di un bambino proprio per questo. Anche su questioni molto delicate che tirano in gioco la tutela dei minori. Spesso si fa l’errore di trattare i bambini come “cose” da gestire invece che come persone: nel libro voglio trasmettere l’importanza di ascoltare la voce dell’infanzia. Le parole dei bambini hanno un peso specifico. Quelle non dette, ancor di più. Ed è lì che bisogna soffermarsi per capire il labile confine tra bene e male, tra colpevole ed innocente».

Nel 1998, Franzoso pubblica “Westwood dee-jay: il miracolo del Nord-Est” per Baldini & Castoldi; “Edisol-M. Water Solubile” per Marsilio nel 2003; “Tu non sai cos’è l’amore” nel 2006 per Marsilio. “Il bambino indaco”, con Einaudi, nel 2012; “Gli invincibili”, nel 2014 sempre con Einaudi; “Mi piace camminare sui tetti” nel 2016 edito Rizzoli.

Gaia Bortolussi

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