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Megaloman. Il nonno dei Power Rangers

«Il più famoso degli eroi, super Megaloman», diceva la sigla di questo telefilm arrivato dal Giappone in Italia nel 1980. E diventato, per la nostra generazione, un piccolo cult. Fece conoscere, probabilmente per la prima volta ad alcuni, il genere Tokusatsu. Lo stesso di I-Zenborg, del Koseidon e più avanti nel futuro delle varie serie Super Sentai aka Power Ranger. All’epoca, Saban non aveva ancora esteso il suo monopolio su prodotti del genere, quindi quanto arrivava era direttamente preso dal Sol Levante. Giapponesi erano gli attori e ovviamente, era Tokyo la città di solito assalita da alieni o dai mostri provenienti dalle profondità della Terra. Megaloman non faceva eccezione.

Narrava la avventure di Takahashi e di sua madre, profughi alieni del pianeta Rosetta che tentano di farsi una vita nel Giappone di fine anni ’70. Salvo poi vedere i loro piani rovinati dall’arrivo del cattivissimo Capitan Delitto. Extraterrestre al comando dell’esercito della Tribù del Sangue Nero che vuole conquistare anche il nostro di pianeta. Ma Takahashi non ha intenzione di lasciarglielo fare. Grazie a due bracciali, può trasformarsi in Megaloman. Un gigante in lotta contro i mostri di pari stazza, che Delitto gli manderà contro nelle 31 puntate del telefilm.

La trama

Il pianeta Rosetta è stato preso sotto controllo dall’Esercito della Stella Nera comandato da Capitan Delitto. Takashi Shishidou e sua madre Rosemary scappano verso il pianeta Terra dopo che suo padre Gou è catturato da Delitto. Che è in realtà Hiroshi, il fratello gemello “malvagio” di Takashi. Mentre vive pacificamente sulla Terra, Takashi frequenta una scuola di arti marziali in Giappone. Ed ha quattro amici che non hanno idea che lui provenga da un altro pianeta. Quando il capitano Delitto inizia l’invasione della Terra usando il suo esercito di mostri giganti, Rosemary dà a Takashi i Braccialetti-Megalon. Con cui può trasformarsi nel guerriero gigante Megaloman. E combattere i mostri diabolici per proteggere così il pianeta Terra.

I compagni di avventura

Nell’episodio 2, quando i quattro amici di Takashi della scuola di arti marziali, Seiji Kurogawa, Hyousuke Yuri, Ran Takamine e Ippei Mashira scoprono il suo segreto, Rosemary li invita ad unirsi a Takashi. Dà anche a loro i Braccialetti-Megalon per trasformarli in un quartetto di super-guerrieri di arti marziali. I quattro potranno iniziare a combattere accanto a Takashi. Nelle forme di supereroi, Takashi/Megaloman, Seiji, Hyousuke, Ran e Ippei sono vestiti rispettivamente in rosso, blu, giallo, bianco/rosa e verde.

Caratteristiche di Megaloman

  • Altezza: 100 metri.
  • Peso: 8000 tonnellate.

Poteri

  • Uragano di Fuoco: Megaloman avvolge il suo corpo con delle fiamme per caricare la fiamma di Megalopoli.
  • Fiamma di Megalopoli (Megalo Fire): La mossa finale di Megaloman. Caricato con l’uragano di fuoco, lancia dai capelli una grande sfera di fuoco capace di ditruggere i kaiju in un colpo.
  • Fiammate: Megaloman lancia dalle mani dei getti di fuoco.
  • Spada: Megaloman può far comparire dal nulla,una spada che viene imbevuta con del fuoco.
  • Proiettili: Megaloman lancia dei dardi di energia dalle dita.
  • Sai: Megaloman può far comparire dei Sai.
  • Super Forza: Megaloman può sollevare kaiju più grandi di lui.

Sigla e successo di Megaloman

Sicuramente più noto in Italia che in patria, Megaloman ha regalato un sacco di emozioni ai bambini degli anni 80. La serie appartiene al genere tokusatsu (così come i più famosi Ultraman, Kamen Raider e Power Rangers) ed è composta da 31 episodi.

La regia è rapida e sfrutta spesso giochi di luce e veloci inquadrature per dare dinamicità all’azione. Gli effetti speciali vengono usati con parsimonia e non sempre riescono nel loro intento. I mostri sono impersonati da stuntman con addosso dei pesanti costumi e in alcuni casi risultano parecchio ridicoli. E’ da notare come la regia cerchi sempre di effettuare riprese dal basso per dare l’impressione che i personaggi (Megaloman o mostri) siano giganteschi. Menzione d’onore va alla carismatica ‘Fiamma di Megalopoli’, scaturita dai capelli di Megaloman e scagliata con una rotazione della testa, in grado di infliggere il colpo di grazia all’avversario.

Megaloman in Italia

La recitazione dei protagonisti non è sempre ottimale ma si attesta sulle produzioni seriali dell’epoca. Gli attori usano una mimica facciale spesso degna di Jim Carrey non dandosi per vinti neanche quando hanno una maschera addosso (in questo caso sfruttano al massimo il movimento di braccia e mani, agitate considerevolmente anche solo per dire una frase o dare un ordine!). Nell’edizione italiana risulta azzeccata la scelta delle voci di tutti i protagonisti, tra i cui doppiatori annoveriamo Anna Rosa Garatti su Uan (la famosa voce di Teppei in ‘Io sono Teppei’, Maria in ‘Fantaman‘ e Goku in ‘The monkey’).

I nemici di Megaloman

La storia è piuttosto avvincente e gode di continuity con alcune puntate a se stanti sparse qua e là. Nell’episodio 20 viene introdotto il personaggio di Berlock, un malvagio scienziato agli ordini di Capitan Delitto, impersonato da Susumu Kurobe, il quale aveva già recitato in altre serie tokusatsu come Ultraman (nel ruolo di Hayata) e Winspector. Considerato che è una serie per ragazzi, non vengono lesinate morti importanti da entrambe le fazioni come a mettere in evidenza che la guerra contro la tribù del Sangue Nero non è un gioco e miete continuamente vittime.

Attacchi multipli

Ovviamente, anche in Megaloman è presente una delle più famose leggi dei robottoni, quella che vede i nemici immobili senza attaccare, ad attendere che i nostri eroi si posizionino per trasformarsi. Questa cosa la si nota soprattutto nella puntata 19 quando Takashi e amici, presi di mira dai cattivoni dotati di mitra, invece di scappare e ripararsi, si mettono in posizione per la trasformazione proprio davanti a centinaia di pallottole vaganti! Incredibilmente, cosa che succede molto di raro in simili serie, qui capita che più mostri attacchino contemporaneamente Megaloman. Addirittura in cinque nella doppia puntata 20-21. Per contro, capiterà che un mostro si ritiri (come accade spesso anche in Jeeg eDevilman) ‘inspiegabilmente’ proprio dopo aver immobilizzato il nostro eroe e reso vulnerabile ad un attacco finale

Conclusioni

In conclusione, Megaloman si pone come una serie appassionante e piacevolmente narrata, con picchi di drammaticità interessanti. Se si è disposti a chiudere un occhio (a volte anche due) sugli effetti speciali e sulla recitazione un po’ teatrale, è sicuramente consigliata ai nostalgici degli anni 70/80 e non. 

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