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Odessa: la nuova fantascienza SBE

La fantascienza in casa Bonelli non è mai mancata. Da sporadiche apparizioni in  Zagor e Martin Mystere, la letteratura d’anticipazione non poteva certo mancare in una realtà editoriale come Bonelli. Da Nathan Never ad Orfani, Gregory HunterBrad Barron e Greystorm, ogni aspetto dalla fantascienza è stato affrontato, dando vita ad una tradizione che si è recentemente rinnovata con Odessa.

L’ultima nata

Ultima nata nella scuderia Bonelliana, Odessa è una sfida rivolta ad una nuova generazione lettori, nata all’interno di un progetto che potrebbe espandersi in direzioni inattese. Creata da Davide Rigamonti e Mariano de Biase, sotto l’attento occhio di un narrattore fantascientifico di razza come Antonio SerraOdessa rappresenta una sfida avvincente, sia per i lettori che per il team creativo della serie.

Yakiv, figlio di due mondi

In Odessa, un’astronave aliena, il Serraglio 457, si schianta sul nostro pianeta, impattando sulla città di Odessa. L’astronave è in realtà una prigione in cui sono detenuti rappresentati di diverse razze, catturate dagli Ignoti, esseri temuti da ogni specie. Al comando di questo vascello, era posto un essere telepatico costretto a svolgere il ruolo di pilota e controllore del Serraglio, un ruolo che sceglie di tradire alla prima occasione, per dare una speranza agli alieni dell’astronave. Il suo piano, però, non riesce completamente, e l’astronave si fonde con il nostro pianeta, mentre l’essere si ritrova ad esser fuso parzialmente con un giovane abitante Yakiv.

Trama di Odessa

All’epoca dello schianto, Yakiv è un ragazzino, costretto a fronteggiare la malattia della sorellina. Il giorno della Fusione, Yakiv ha salutato la sorella e i genitori, partiti per tentare un’ultima terapia per la piccolina, in un’altra città. Da quel momento, il ragazzo è rimasto isolato dalla sua famiglia. Durante la Fusione, per proteggere la città da un attacco, l’alieno a capo del Serraglio ha racchiuso Odessa in una sorta di bolla temporale, isolando al di fuori il resto del mondo. Col tempo, Yakiv e l’alieno sviluppano un rapporto telepatico, che guida il giovane nella crescita e lo rende parte integrante del piano dell’alieno: creare un’arma capace di fermare l’inevitabile invasione degli Ignoti. Gli anni sono passati veloci, gli elementi necessari per comporre l’arma sono sempre meno e lo scontro finale è ormai incombente. E il lettore entra nel mondo di Odessa proprio a questo punto.

Il carisma di Odessa

Incentrare la vicenda su Yakiv è un punto fermo che costringe quindi gli autori a giocare in modo accorto con il carisma del personaggio. Figlio di due mondi dopo la Fusione, Yakiv non è più completamente umano né totalmente alieno, diventando il simbolo stessa di questa nuova comunità, ma perdendo una propria identità sociale di appartenenza: umano e alieno senza esser però realmente nessuno dei due. Rigamonti ha creato un personaggio affascinante, complesso, perfetto strumento di analisi di questo mondo da parte del lettore.

Tormentato, in cerca di un modo per ricongiungersi con la sua famiglia, Yakiv diventa un eroe per necessità più che per vocazione. La ricerca dei componenti per la costruzione dell’arma contro gli Ignoti lo porta ad accettare incarichi da mercenario, svolgendo missioni per conto di diversi alieni. Ottimo modo per mostrarci la complessità dell’universo narrativo, unendo esplorazione fisica di Odessa ad una più sociologica ed emotiva delle diverse componenti della comunità cittadina.

Odessa, dalla fantascienza classica a nuove frontiere

Come spesso accade, le contaminazioni con opere di fantascienza famose, dal cinema alla letteratura al mondo della serialità televisiva, sono una parte essenziale di un progetto come Odessa. Questo aspetto non deve esser considerato come una mancanza di originalità ma piuttosto come una scelta di un background comune con il lettore. In questi casi, il valore aggiunto della serie è il modo in cui elementi noti vengono rielaborati. Odessa ha ovviamente dei richiami ad una fantascienza più o meno nota, da Star Trek a Defiance, ma quella che può esser un’ispirazione di partenza viene immediatamente sviluppata in una forma personale da Rigamonti e de Biase.

Umano e alieno

Compito non semplice, considerato che a far da sfondo alle avventure di Yakiv e dei suoi compagni è un vero e proprio microcosmo, umano e alieno al contempo, vitale e intrigante, con  la forza di emergere come ambientazione indipendente rispetto ai protagonisti.

La scelta della Bonelli

Ad oggi, una simile impostazione in casa Bonelli è rintracciabile in modo evidente in serie come Dragonero o Nathan Never, universi narrativi così dettagliati e solidi da poter offrire avventure indipendenti rispetto al titolare della serie. Odessa potrebbe serenamente presentarsi come terzo componente di un ideale triumvirato, considerato come la presenza di Yakiv, protagonista designato, sia un elemento di sicuro fascino, ma possa anche funzionare come primo passo all’interno di un universo narrativo più complesso. Sin dal primo episodio, Dopo la Fusione, veniamo inseriti in media res, dovendo prendere per garantito quanto ci viene velocemente presentato, confidando che gli autori ci diano spiegazioni future per quanto stiamo vedendo.

La narrazione

Questa tipologia di narrazione travolge il lettore, catapultandolo direttamente nell’ambientazione. Odessa vuole anzitutto puntare ad un impatto emotivo, puntando molto sulla tematica dell’integrazione, qui vista come fusione. Tema piuttosto caro alla fantascienza, che da Asimov sino a Star Trek è stato spesso portato alla ribalta. Odessa sviluppa questo spunto narrativo da un trauma, rendendo il tutto forzato almeno in prima battuta, ma rivelandosi anche una possibilità per i protagonisti.

Fondamentale, in tal senso, l’impatto visivo. A darci la prima immagine di questo modo variegato, nel primo numero, è stato Matt Resinanti, che con il suo disegno vivido e libero, ha perfettamente inquadrato quella commistione tra pesante architettura sovietica e slanciata e anarchica geometria aliena. Ogni settore di Odessa è frutto della Fusione con un particolare ambiente del Serraglio, decretando quindi una varietà di ambientazioni e sotto-culture appassionanti e ben scandite.

Odessa: presente e futuro di una serie a fumetti eccezionale

Giunti al terzo numero della serie, Speranze di ghiaccio, i caratteri essenziali della nuova serie fantascientifica Bonelli sono piuttosto evidenti. Anche per OdessaRigamonti riesce a creare un’alchimia convincente tra emozioni e avventura, unendo alla perfezione l’estro eroistico del protagonista e dei suoi compagni con una narrazione di sentimenti e passioni che dona spessore a questa convincente ambientazione.

L’esperimento di Odessa

Odessa sta ancora muovendo i primi passi, ma sono sicuramente incoraggianti e promettenti. In un periodo in cui il fumetto, specialmente quello più popolare e meno elitario, sta cercando di mostrare la propria ricchezza narrativa e un’anima da vera opera letteraria, il voler sperimentare di Bonelli e la solidità di Odessa sono due piacevoli sfide che possono sostenersi a vicenda per trovare una giusta collocazione nelle librerie degli appassionati di fumetti.

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