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Scrutando nell’abisso

Passare un’intera vita in fabbrica o dietro la scrivania di un ufficio, per poi andare finalmente in pensione e trascorrere il resto delle giornate a guardare il proseguimento dei cantieri. Succede anche a Londra, ma gli anziani dietro le recinzioni dei cantieri hanno un compito ben preciso, quello di “vegliare” affinché l’orrore non riemerga. E proprio quando qualcuno di loro non sta più scrutando nell’abisso che la sua vita viene interrotta brutalmente. Da chi, o meglio da cosa? Dopo una lunga scia di sangue, toccherà a Dylan vigilare…

Dylan Dog, scrutando nell’abisso dei cantieri londinesi

Sapevate che, in media, sbattiamo le palpebre 12.000 volte al giorno? Ciò vuol dire che questo numero incredibile coincide con le volte in cui i nostri occhi sono chiusi. Può esistere un momento in cui tutti gli esseri umani abbiano gli occhi chiusi contemporaneamente, ma, soprattutto, cosa accade in questa infinitesima frazione di secondo?

Dylan Dog 408

Si tratta di un espediente narrativo davvero affascinante quello utilizzato da Gigi Simeoni, autore di una storia che sembra provenire direttamente dalla galleria dei grandi classici dell’Indagatore dell’Incubo.  Londra è tormentata da una serie di atroci delitti, dove le vittime sono degli anziani ritrovati nei pressi dei cantieri con le membra divorate e gli occhi strappati, ma i segni sui cadaveri non riescono a rivelare nulla sull’autore di questa scia di sangue che toglie il sonno agli agenti di Scotland Yard.

La trama di Scrutando nell’abisso

La stampa ci va a nozze e battezza lo sconosciuto autore dei delitti come il “killer degli anziani”, tutti work-watcher, letteralmente quei pensionati che spiano i cantieri.  Non trovando riscontri dai rilievi autoptici per una possibile pista, è proprio la polizia – in un disperato tentativo – a tirare in ballo il nostro Dylan.

L’inquilino di Craven Road indaga, riflette, suona e si lascia incalzare dalle battute di Groucho. Ma è l’incubo a farla da padrone e a travolgerlo completamente, fino a farlo sentire parte della tragedia che stanno vivendo i work-watcher di Londra. È davvero il caro “Old Boy” che abbiamo sempre amato, giusto per citare lo strillo nella copertina del numero 1 della nuova testata avviata due mesi fa.

Dylan Dog 408
Dylan Dog 408

Senza fare spoiler inopportuni sul resto della storia, ci preme fare i complimenti al Sime non solo per la buona narrazione e per il ritmo cadenzato sempre da nuovi elementi ottimamente inseriti nel contesto ricreato, ma soprattutto per l’ottima chimica dei personaggi. In particolare, pare evidente, che l’autore abbia fatto “i compiti a casa”, studiando la nuova linea narrativa caratterizzata dalla continuity orchestrata da Roberto Recchioni. I personaggi sono perfettamente allineati con quanto visto nei primi sei albi di questo “nuovo corso”, il rapporto tra Dylan e Rania è frizzante e spigoloso al tempo stesso, rivelando due personaggi decisamente complementari tra loro. Stessa chimica sentita con Groucho, più in forma che mai, con alcune strizzatine d’occhio ancora agli albi precedenti riguardanti la sua “genesi”.

Dylan Dog 408
Dylan Dog 408

I disegni di Scrutando nell’abisso

Le tavole sono rese da Marco Soldi, una conoscenza storica che farà la gioia di tutti i fan, vista la sua mancanza dalle scene di Craven Road da oltre dieci anni. Perfettamente a suo agio con tutti i protagonisti della storia, con un tratto che rende ancora meglio nelle poche scene cruente della storia (ma a prova di antiemetici). Chiudiamo con la cover di Gigi Cavenago, che lascia pochissimo spazio a Dylan, dandoci la mostruosa panoramica di uno dei luoghi più orribili delle nostre città: un cantiere infestato da chissà quale forza demoniaca…altrimenti cosa ci sarebbe da vedere?

Insomma, il buon Simeoni non di certo è un nuovo arrivato della scuderia di Dylan Dog, con una presenza costante da circa sei anni col debutto avvenuto con il n. 339 Anarchia nel Regno Unito, eppure siamo certi di trovarci davanti a una delle storie più belle degli ultimi anni, con elementi che potevamo trovare in quegli inarrivabili “primi 100”. No, Dylan Dog ha avuto tante altre storie degne di essere lette e rilette e Scrutando nell’abisso è una di queste.

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