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Trider G7, cosa non si fa per lavorare

L’invincibile robot Trider G7, classe 1980, della famiglia Sunrise, è una serie mecha tutta da ridere. Dimentichiamoci i mali del mondo per un po’ e godiamoci le avventure del corriere robotico e del suo pilota Watta.

La trama

Watta Takeo è un ragazzino che dopo la morte del padre eredita la ditta di famiglia, la Takeo General Company, che si occupa di consegne spaziali effettuate con il robot Trider. Custodito al di sotto di un parco giochi al centro del quale c’è proprio la testa del Robot. Il personale della Takeo General comprende il signor Kakikoji, anziano ed avaro contabile con una decina di figli, il sig. Atsui, corpulento meccanico del Trider (è un ex-sordomuto doppiato in uno strano dialetto per rendere l’handicap. Adotterà un bambino con lo stesso problema), il sig. Kinoshita, impiegato arrivista e la signorina Ikue, la bionda segretaria. Durante le sue missioni Watta si trova a combattere sempre più frequentemente contro dei Robot intenzionati ad impadronirsi della Terra per sfruttarne le risorse. Al vertice c’è un mega-computer. Quindi Lord Zakuron e il suo diretto sottoposto Ondron, due cyborg. Alla fine Lord Zakuron decide di eliminare Ondron a causa dei suoi insuccessi. Ma prima vuole affrontare il Trider di persona. Questo, a bordo di un grosso robot identico a lui sfida Watta e il Trider, ma Ondron per vendicarsi modifica i programmi del mega-computer per farlo perdere. Lo scontro si risolve con la ritirata di Lord Zakuron, che dopo aver eliminato Ondron, decide di dirigersi verso altre galassie facendo credere al mega-computer che Ondron si è tolto la vita. L’ultimo episodio vede il celebrarsi del matrimonio tra il maestro Daimon e la maestra Mieko e la consegna dei diplomi. La puntata si chiude con Watta che, a bordo del suo Trider, vola nel tramonto verso nuove avventure.

La partenza del Trider

Ci sono partenze leggendarie nella tradizione dei Super Robots. Partenze elevate a mito. Agganci meccanici entrati nella storia dell’animazione per la spettacolarità. Poi c’è la testa del Trider G7 che spunta serafica in un parco giochi. Quando Watta è pronto a entrare in azione, la pavimentazione si apre per far decollare il robot. Questa geniale stramberia la dice lunga sull’anime. Immaginate Bartolini che vi recapita pacchi provenienti da ogni dove e per farlo usa un robot alto 57 metri. Abbastanza robusto, il Trider si piazza sulle 777 tonnellate. Pensate sempre a Bartolini che all’occorrenza ci protegge dagli invasori spaziali. Ecco, vi siete fatti un’idea su Trider G7.

Trider e le differenze

Le premesse ci sono tutte per il classico impianto di un anime dove il super robot guidato dall’eroe ha l’arduo compito di salvarci da distruzione sicura. Invece Trider G7 merita una menzione speciale perché rompe tutti gli schemi a noi noti e ci dona un anime scanzonato e spassosissimo che del robot ne fa un corriere, per puro caso impiegato nella salvezza del Pianeta ma, soprattutto, ci regala la quotidianità degli eroi tra scuola, amici e conti da far quadrare.

Oltre Watta e il Trider

Se Watta merita una menzione speciale perché è il nostro piccolo eroe che sacrifica la sua spensieratezza per l’azienda di famiglia e tutti noi, il punto di forza dei 50 episodi che compongono l’anime, sono i coprotagonisti, tutti esilaranti e doppiati da noi con buffe voci per renderli ancora più divertenti. Tra tutti, il direttore esecutivo della Takeo General Company, Umemaru Kakikōji sempre molto preoccupato per il bilancio e giustamente in allerta quando il Trider consuma troppo carburante o si rompe qualche componente. Avete idea di quanto costino le riparazioni di un robot o fare il pieno di carburante? Sempre in sella alla sua bicicletta e pronto a gridare “Capo! Capo!” all’uscita di scuola, per avvertire Watta che qualche megarobot sta minacciando il Pianeta.

La lungimiranza

Lo Studio che aveva prodotto Gundam solo un anno prima, cambiando il mondo dell’animazione introducendo i real robot, con lungimiranza mise a disposizione nella sua scuderia diversi titoli che accantonavano il combattimento per dare spazio ad altre componenti narrative. Giro di boa dettato anche dal difficile decollo dell’universo di Gundam che fu definitivo solo nel 1981 con il lancio del primo film. Siamo in una fase interessante che gli appassionati non hanno mai sottovalutato e che costituisce un punto di svolta. Gli anime sui robot possono essere anche altro. Ecco allora da una parte Daitarn III e Trider G7, la linea comica necessaria. Dall’altra Ideon e Baldios, probabilmente i più malinconici anime sui robot mai lanciati sul mercato.

Il finale

Un finale che mantiene la linea decisa a monte, ci regala il capo dell’esercito gabaliano Zakuron riferire al megacomputer Sigma, per giustificare le continue disfatte, che il nostro Pianeta non è poi questo posto speciale che merita di essere conquistato per sfruttarne le risorse. Siamo uno spreco di energia e creature di bassissimo livello. Non so, a volte mi ritrovo a dar ragione a Zakuron.

Tuttavia la nostra certezza è che l’aquila di Trider, detto anche “attacco dell’uccello spaziale”, ci ha salvato ancora una volta dagli invasori.

La comicità e le citazioni

Trider G7 è in grado di regalare momenti di puro divertimento, un’opera meravigliosamente riuscita che mette al primo posto il divertimento, portandoci però nel mondo reale dove Watta, così piccolo, deve farsi carico di una pesante eredità, un’azienda in crisi in cui la priorità è riuscire a pagare gli stipendi agli impiegati e lui è disposto a tutto per non lasciare nessuno indietro.

Molteplici sono le citazioni delle serie robotiche appartenenti alla medesima casa di produzione, la Sunrise. Episodio 05: Keniki, il ragazzino rivale di Watta, arriva a scuola a bordo della sua Rolls Royce e all’interno dell’auto una piccola tivù trasmette Daitarn III.

Daitarn III???

Episodio 33: Girba, perfida sgherra di Ondron, attacca Marte col suo robot femminile e mette a ferro e a fuoco la colonia terrestre. Date un’occhiata alle immagini. Riconoscete quel ragazzotto in tuta arancio che scappa alle bombe nemiche? Ma certo! E’ Banjo, pilota del Daitarn III, la cui saga è legata a filo doppio con pianeta rosso. Ma quella coppia sullo sfondo? Riconoscete quel signore in carrozzina? Ebbene sì, è proprio Donzauker, affidato alle cure della bella Koros ma un missile lo fa saltare in aria. Nella prima immagine sono visibili anche Toppy e Garrison. Nella stessa puntata un’esplosione fa saltare in aria un’ambulanza dalla quale sbuca fuori Haro, la palla-robot amica di Peter Rei in Gundam immagine).

Aggiungiamo anche Zambot

Episodio 36: Watta, recatosi alle giostre, cerca di centrare pupazzi con le sembianze di Gundam, Zambot 3 e Daitarn III.

Perchè non Gundam?

Episodio 27: durante una scena casalinga, si vedono Watta e sua sorella Sachiko mentre guardano i cartoni animati alla TV e assistono ad uno scontro tra Peter Rei sul Gundam RX78 ed il maggior Scia a bordo del suo Zak.

Bill Gates e Trider?

Nelle ultime puntate la sequenza dell’ingresso di Watta all’interno del Trider viene modificata e, in particolare, viene aggiunta la schermata di un computer che mostra una barra di stato, la sagoma del robot e questa incredibile scritta: SR 0A FORTRAN Transfer-2 CODE by Microsoft. Quindi, vista la foto…

·  Bill Gates vent’anni fa pagò i giapponesi per farsi pubblicità

·  I giapponesi per dare un effetto più tecnologico alla procedura di partenza hanno utilizzato il messaggio di copyright da uno dei primissimi prodotti Microsoft

e purtroppo penso si tratti del secondo caso…

Il gran finale

Per chi si è perso gli ultimi scontri ecco due chicche da non perdere…

Ciao Trider G7

Watta ci lascia così. Con il suo ultimo volo. E ricordatevi. Trattate bene i corrieri, un giorno potrebbero salvarci la vita.

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