Libri e Fumetti

Zagor Novels. Alla scoperta di Patrick

Se Sergio Bonelli, dal mondo dei più, volesse dare un’occhiata per vedere come sta andando la casa editrice che porta il suo nome, non potrebbe che essere soddisfatto del cammino di innovazione. Ancor più contento sarebbe constatando che, in questo percorso di sperimentazione, nel campo del fumetto sono “i” due personaggi storici a fare da apripista. Tex e Zagor con il nuovo corso. Zagor Novels.

Zagor novels

Zagor è ormai da anni nelle salde e capaci mani di Moreno Burattini. Curatore e sceneggiatore principe del personaggio creato da Guido Nolitta e Gallieno Ferri, che ha un compito e una missione niente affatto facili. Il pubblico di appassionati lettori di Zagor è tra i più attenti, intraprendenti e attivi nel panorama del fumetto italiano. Il fandom è ricco di pubblicazioni amatoriali che analizzano con spirito critico le storie del personaggio. Ed esiste uno zoccolo duro tra i lettori pronti a sollevarsi ed alzare la voce ogni qualvolta ritengano che il canone zagoriano venga tradito.

Zagor Novels e Burattini

Nonostante ciò Burattini con una mano si fa custode della tradizione nolittiana e ferriana. Con l’altra, porta avanti un processo di rinnovamento del linguaggio delle avventure dello Spirito con la scure. Necessario per stare al passo coi tempi e garantire un ricambio generazionale nel pubblico di lettori. Un percorso parallelo e molto simile a quello che sta portando avanti Mauro Boselli su Tex.

Le origini di Zagor Novels

Nel 2019 con la miniserie Zagor le origini Burattini ha riscritto e ampliato il racconto della nascita dello Spirito con la scure. In una serie di storie che hanno dimostrato come si possa scrivere Zagor con un linguaggio narrativo più moderno.

Zagor e i 60 anni

Oggi, quando soli sei mesi ci separano dal sessantennale del personaggio, arriva un nuovo esperimento zagoriano, nella forma della miniserie Zagor Darkwood Novels. Il formato è quello della mini dedicata a Cico e quello de Le origini. Ovvero brossurato di 64 pagine con le dimensioni del quaderno bonelliano, con la sola differenza che qui troviamo il bianco e nero anziché il colore. Ai testi c’è di nuovo Burattini, sempre più a suo agio con questo formato “breve”. Accompagnato da un disegnatore diverso in ogni albo, racchiuso dalle copertine di Michele Rubini.

Lo spunto

Lo spunto narrativo è particolare e originale. Ci troviamo nel 1860 a Philadelphia, dove un giornalista freelance di nome Roger Hodgson è intenzionato a scrivere un libro sulla misteriosa figura di Zagor. Per fare ciò si reca a colloquio con un misterioso individuo che dice di aver conosciuto l’ormai scomparso Patrick Wilding. Che dovrebbe ormai avere circa 60 anni e di cui nessuno ha più traccia.

Come si evolve Zagor Novels

Le storie saranno una per ognuno dei sei numeri della miniserie. E andranno a comporre un ritratto più intimo dello Spirito con la scure, raccontando aspetti del suo carattere e della sua personalità più nascosti. Col progredire degli albi è probabile che assisteremo anche all’accumulo degli indizi sulla misteriosa identità dell’interlocutore del giornalista, fino alla sua rivelazione finale.

Dime Novels

Caratteristica della pubblicazione, sin dalla veste grafica della copertina, è il richiamo alle Dime Novels. I cosiddetti “romanzi da dieci centesimi” che si diffusero negli Stati Uniti tra l’Ottocento e il Novecento. La parola dime ricorda il nome Daim Press. La denominazione che la casa editrice di via Buonarroti ebbe dal 1974 al 1988. Che omaggiava proprio le dime novels che ispirarono Gian Luigi Bonelli negli anni ’40 del secolo scorso.

Una nuova veste per Zagor Novels

Ecco allora che la scelta di dare a questo nuovo progetto di Zagor la veste editoriale di brossurati con una foliazione ridotta rispetto alle canoniche 96 pagine e con disegni in bianco e nero. Otre a offrire una lettura più snella e veloce rispetto alle classiche serie mensili, si riallaccia direttamente all’ispirazione delle dime novels. Non nuove al personaggio e alla narrazione bonelliana.

Il primo numero di Zagor Novels

Gli occhi del destino setta da subito il mood del progetto. Che, per contenuti, taglio narrativo e grafico, rimanda a quanto già visto dai lettori in Le origini. Burattini opta per un approccio più adulto e realistico alla materia zagoriana. Con dialoghi diretti, meno didascalici e con una storia dura e spietata nel tema e nella messa in essere, oscura e violenta. Alla base del racconto c’è l’idea di indagare alcuni risvolti psicologici più reconditi di Zagor, pur mantenendo ben evidenziati i tratti essenziali del personaggio. Ecco che, dunque, Burattini non manca di evidenziare uno degli elementi fondanti della “poetica” zagoriana. Cioè quello dell’eroe fallibile che Nolitta volle creare quasi come contraltare alla “perfezione” e al “superomismo” texiani.

Zagor tra eroe e scomparsa

Nelle pagine di questo albo di esordio, Zagor è sì una figura eroica ma allo stesso tempo si dimostra umano. Tanto da cedere alla seduzione della ragazza che deve consegnare alle autorità. A questo si aggiunge la tragicità della conclusione della vicenda che ha come effetto quello di ricordarci che lo Spirito con la scure porta su di sé le cicatrici psicologiche dei propri “fallimenti”. Come ognuno di noi. E questo non può che far crescere l’alone leggendario che avvolge il suo nome.

Il disegnatore del primo numero

A illustrare Gli occhi del destino è stato chiamato uno dei decani di casa Bonelli, Giovanni Freghieri. Disegnatore che da sempre gioca sui contrasti netti tra bianchi e neri. Per dar vita a tavole in cui le ombre giocano un ruolo preminente, come fossero specchi dei toni delle storie che spesso è stato chiamato a tradurre in immagini. Per l’occasione Freghieri torna a uno stile meno sintetico e più classico. I personaggi vengono definiti da contorni chiusi più che dai contrasti tra bianco e nero, che in questo caso vengono usati per creare volumi e profondità. Colpisce, come sempre, l’attenzione al dettaglio nelle varie vignette, l’efficace recitazione dei personaggi e una composizione meno canonica della tavola.

Zagor nel tempo

Ancora una volta, dunque, Moreno Burattini dimostra che Zagor è un personaggio che può tranquillamente prestarsi a racconti diversi dai tradizionali. Immersi nella tradizione e nella mitologia del personaggio, ma narrati con un taglio più adulto e contemporaneo. Per vecchi lettori appassionati e per nuovi che possano scoprire la ricchezza di uno dei personaggi cardine del fumetto popolare italiano.

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