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Dazi Usa, pace con Cina. Ma è guerra all’Ue

La minaccia di Trump di imporre tasse aggiuntive fa tremare il mondo del vino italiano, tra i prodotti agroalimentari più esportati in Usa con un aumento del 5% in valore nel 2019 dopo il record di 1,5 miliardi raggiunto l’anno precedente. E’ quanto afferma Coldiretti secondo l’analisi effettuata sui dati Istat relativi ai primi nove mesi dell’anno.

Dazi Usa su vini italiani?

“Il vino Made in Italy potrebbe essere colpito dai dazi – sottolinea la Coldiretti – che a differenza di quello francese era scampato alla prima black list scattata ad ottobre 2019. L’Italia è il primo fornitore negli Stati Uniti con gli americani che apprezzano tra l’altro il Prosecco, il Pinot Grigio, il Lambrusco e il Chianti. La politica protezionista – sostiene Coldiretti – favorirebbe la produzione enologica negli States che ha raggiunto quasi il 10% del totale mondiale per effetto di una crescita vorticosa delle coltivazioni. I viticoltori a stelle e strisce, infatti,  sono diventati il quarto produttore a livello globale dopo Italia, Francia e Spagna con una quantità di 24 milioni di ettolitri”. Ad avvantaggiarsi sarebbero anche i concorrenti del Cile e dell’Australia, particolarmente presenti sul mercato statunitense. La preoccupazione vale anche per le esportazioni di olio di oliva che sono state pari a 436 milioni nel 2018 in Usa.

Dazi Usa per contrastare aiuti ad Airbus

In occasione della scadenza del termine fissato dal Federal Register nell’ambito della disputa nel settore aeronautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus, proprio in concomitanza della visita del vicepremier cinese Liu He sarà negli Usa per firmare la ‘fase uno’ dell’accordo commerciale, va cercata la pace anche con la Ue in vista della conclusione il 13 gennaio della procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio (USTR) americano sulla nuova black list allargata dei prodotti europei sui quali Trump minaccia di estendere le tariffe e di aumentarle fino al 100% in valore.

Perdite gravi per l’agroalimentare made in italy

Una situazione che aggraverebbe il conto delle perdite già subite dall’Italia per effetto dei dazi al 25% scattati il 18 ottobre scorso contro una lista di beni europei che ha colpito molte delle più note specialità tricolori, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dall’Asiago al Gorgonzola fino alla Fontina ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori per un valore di circa mezzo miliardo di esportazioni. Dalle prime analisi emerge infatti che l’entrata in vigore dei dazi ha azzerato la crescita delle esportazioni alimentari Made in Italy negli Stati Uniti che rimangono stagnanti (+0,6%) ad ottobre dopo che nei nove mesi precedenti erano aumentate in media del 14,1% sulla base delle elaborazioni Coldiretti di dati Istat relativi al commercio estero ad ottobre.

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