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Enogastronomia trainante

Enogastronomia trainante. 250 milioni di fatturato nel 2019 nelle spiagge del litorale veneziano. Da Chioggia passando per Jesolo fino a Bibione. E parte dell’entroterra dal Basso Piave all’Alto Livenza. Un settore che si impone nel Sandonatese  e Portogruarese. Realtà visitate anche per la bellezza dei corsi d’acqua nonché dell’ambiente ideali per lo “slow tourism”. Tanto che nel 2019 si registra un aumento di presenze turistiche, spiaggia ed entroterra. Che va dal 7% al 10% rispetto alla stagione precedente.

Codognotto sull’Enogastronomia trainante

“Abbiamo una rete ciclabile che attraversa territori di bellezza rara”. Spiega il presidente dei Sindaci della Costa Veneta Pasqualino Codognotto. “Alla quale è stato collegato, in parte, il trasporto acqueo per ciclisti e pedoni. A ciò si aggiunge una ristorazione di  qualità che sa proporre prodotti tipici del territorio”.

L’intervento di Morsanuto

Giuseppe Morsanuto presidente della Confcommercio Bibione-San Michele al Tagliamento commenta: “la qualità della nostra cucina è apprezzata dai turisti che amano le nostre spiagge. La cultura enogastronomica italiana è rinomatissima. Il fatturato è giustificato quindi anche dalla professionalità  e  cortesia del ristoratore veneto. Che  trova pochissimi riscontro in altre parti del mondo. Uniamo quindi la cultura dai vini del Lison Pramaggiore nonché dei prodotti tipici come asparago di Bibione. Che i nostri chef riescono ad esaltare il sapore dei piatti”. 

Dal Cin e l’Enogastronomia trainante

Roberto Dal Cin vice presidente di Apindustria Venezia analizza i dati. “Il settore del turismo vede impegnati 50 mila persone in tutta la Città Metropolitana. E 20 mila sulla costa con oltre 40 per cento di aziende occupate esclusivamente nel settore più l’indotto di riflesso. L’enogastronomia trainante potrebbe essere una valida alternativa per la scoperta e la valorizzazione di quelle eccellenze che il nostro territorio può esprimere. E spesso sono dimenticate, questo associato all’importanza della cucina e !a valorizzazione che i nostri ristoratori ne fanno , facendo riscoprire le antiche tradizioni . Questo quindi nell’ottica di quel allungamento stagionale tanto pubblicizzato. Nonché tanto invocato soprattutto oggi come valida alternativa lavorativa economica”

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