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«Glifosate? Mai». L’ira di Zaia

Il glifosate? «Io dico assolutamente di no, è un capitolo che deve essere chiuso». Luca Zaia, presidente della Regione, si sorprende – «con amarezza e con allarme» – che qualche produttore consideri con nostalgia il ricorso ai fitosanitari. «E Dio non voglia – dice – perfino sulle colline Docg». Per il governatore non ci sono né se né ma.

Zaia e l’attacco al glifosate per una produzione pulita

«L’agricoltura, la coltivazione ed il vigneto del futuro sono a impatto zero. Non si può partire dal presupposto che dobbiamo mantenere presidi, fitofarmaci e anticrittogamici come il glifosate – aggiunge -. La lotta al glifosate è la madre di tutte le battaglie. In tutti i vigneti del mondo lo utilizzano? Bene, noi non lo dobbiamo utilizzare».

Zanette contro la chimica

E di questo è convinto, anzitutto, Stefano Zanette, presidente del Consorzio Doc. Che ha un diavolo per capello. «Non mi sorprende che il presidente di Confagricoltura abbia confermato la sua notoria posizione sull’uso della chimica. Semmai mi sorprende che lo abbia fatto a pochi giorni dall’ingresso nell’Associazione Colline Unesco, ingaggiando una battaglia con il presidente del Consorzio Docg, Innocente Nardi».

Il tradimento

«Ma – aggiunge Zanette .- considero un vero e proprio tradimento quello dell’amico Innocente. Perché lo immaginavo convintamente assertore della sostenibilità, fino ad usarla per vincere la candidatura Unesco. Sappiano, Giustiniani e Nardi che hanno perso la fiducia di gran parte dei loro associati, soprattutto i piccoli, di tutti i produttori Doc e pure dei sindaci che hanno voluto il regolamento che escludeva il glifosate, mentre loro, i produttori, nicchiavano».

Per Zaia una ragione in più contro il glifosate

«Siamo nella zona del patrimonio dell’umanità, Unesco. È vero che l’Unesco non ci valuta sull’utilizzo del glifosate o altri prodotti del genere, ma dobbiamo dare un segnale. Quello che si fa nelle colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, dei 9 mila ettari patrimonio dell’umanità diventa cassa di risonanza a livello internazionale. Da qui deve partire il segnale “no glifosate, no Folpet e no Mancozeb».

Le paure sul glifosate

Zaia in queste ore ha un timore: che riesploda quel conflitto sociale contro i produttori di Prosecco che la vittoria a Baku aveva sopito. «Non vorremmo rivivere la contrapposizione di qualche tempo fa. E se lor signori non faranno marcia indietro, siamo pronti a far valerci valere in sede Associazione Unesco non appena, fra tre mesi, ci sarà il rinnovo del Cda. Reintrodurre il glifosate mi pare assurdo perché già da due anni non si usa e i viticoltori hanno ormai intrapreso tecniche di lotta alle malerbe con mezzi meccanici».

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