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Vongole di Caorle over the top

Le vongole di Caorle sbarcano in Australia. Tutto questo è possibile grazie al produttore Gianni Stival, che molti conoscono come il presidente del consorzio di pescatori Co. Ge. Vo. , che riunisce i produttori di vongole di tutta la costa veneziana. Attraverso i big del commercio Bo Frost e NaturaSì, Stival è riuscito a ottenere un’importante commessa per portare in Australia le vongole lupini, e altre prelibatezze locali, come i fasolari sgusciati, le seppie, i moscardini di Caorle e anche le cappelunghe che appartengono al consorzio Op Bivalvia Veneto.

Le vongole dopo Dubai

«Si tratta di prodotti surgelati a due ore dalla pesca e sono tutti prodotti del nostro mare», spiega Stival, «dopo Dubai abbiamo accettato questa nuova sfida, consapevoli che non possiamo limitarci al nostro continente, l’Europa, che continua ugualmente a regalarci soddisfazioni. Tra l’Australia e l’Asia c’è un mondo tutto da esplorare». Il produttore aveva avviato ancora nel 2019 gli opportuni contatti. La prossima settimana un aereo cargo trasporterà i prodotti caorlotti nel continente nuovissimo.

Le vongole in Australia

«Il nostro sbarco in Australia è favorito da un importatore italiano che vive e lavora in Australia e che ho contattato personalmente», continua, «i prodotti di Caorle verranno serviti sulle tavole di Melbourne. Questa sfida ci stimola tantissimo, e non vediamo l’ora di aprirci a nuovi mercati con le nostre vongole».

Il ritorno di immagine della Fiera dell’Alto Adriatico

Il pescato di Caorle ha fatto un figurone, di recente, alla Fiera dell’Alto Adriatico deliziando gli ospiti. Ad assaggiare vongole e moscardini era stato anche lo chef Gianfranco Vizzani, rimasto estasiato. Anni fa toccò a Giovanni Rana. Sul fronte della semina nel mare Adriatico lo stesso Stival, in qualità di presidente del Co. Ge. Vo., ha voluto fornire importanti comunicazioni.

Le regole

«Per le vongole si osserverà un fermo pesca dal 1 aprile al 30 giugno. Il fermo comprenderà l’intera costa da Pellestrina fino a Bibione, e riguarderà anche l’area biologica di Falconera, al largo di Caorle. Nel contempo svolgeremo un’importante attività di ricomposizione ambientale, seminando 200 milioni di lupini», conclude Stival, «il mare con gli eventi del novembre scorso non è stato tenero. Ma dopo la tempesta arriva sempre la calma e sono convinto che la risemina andrà a buon fine».

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