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Indipendenti e determinate: il valore aggiunto delle donne imprenditrici

Sono determinate, indipendenti, intraprendenti, capaci di portare il loro personale contributo al buon andamento dell’azienda: stiamo parlando delle donne imprenditrici. Nonostante gli innegabili vantaggi dell’inclusione femminile in ambito professionale, in un modo lavorativo storicamente dominato dagli uomini, l’universo femminile continua a essere oggi poco rappresentato. Infatti le donne imprenditrici rappresentano un enorme valore per la nostra economia eppure sono ancora troppo poche. Ma perché il mondo stenta a riconoscere il valore di questa importante rappresentanza della forza lavoro?

Perché le donne imprenditrici sono ancora troppo poche?

A livello mondiale la forza lavoro si compone più di uomini che di donne e in Italia questo trend è ripreso alla perfezione. Inoltre, le donne che lavorano, a parità di mansioni, guadagnano meno dei colleghi uomini. Il gap tra lavoro femminile e maschile è più evidente salendo di livello nella gerarchia del mondo del lavoro dove nelle posizioni più alte le donne sono ancora meno: in Italia solo un’impresa su cinque è guidata da una donna. Ma cos’è che impedisce alle donne imprenditrici di mettere a frutto le loro competenze? Quali sono gli ostacoli che incontrano?

Le donne faticano a muoversi nel mondo del lavoro per via di problemi ben noti a tutti:
– La difficoltà di conciliare gli orari lavorativi con quelli della gestione della famiglia;
– La mancanza di politiche di sostegno efficaci per la maternità;
– Un sistema socio-culturale da scardinare.

Il cambiamento

La presenza di imprenditrici donne ai vertici delle società innovative è anche più ridotta, eppure diversi studi di settore rivelano che le start-up fondate e guidate da donne sono capaci meglio delle altre di individuare i bisogni di mercato, sanno cogliere le opportunità e possono ricevere maggiori finanziamenti. Anche se lentamente, e anche se la parità è ancora lontana, qualcosa nel mondo del lavoro al femminile sta cambiando e lo sta facendo in meglio. In base ai dati 2019 dell’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, in Italia nel 2019 le imprese rosa erano 331mila, pari al 21,86% del totale, in pratica 1 su 5. Il dato positivo è che rispetto al 2018 le imprese femminili iscritte al Registro delle Camere di Commercio sono state circa 10mila in più e 30mila rispetto al 2017. Qualcosa, quindi, si muove. E quel famoso tetto di cristallo sembra essere quasi raggiungibile. Questo è un buon punto di partenza per le imprenditrici italiane.

Donne e impresa: binomio vincente

In che modo lavorano le imprenditrici di successo? In cosa di differenziano dai loro colleghi uomini? Perché la nostra società ha disperatamente bisogno di loro se vuole progredire? Le donne ai vertici delle aziende sono capaci di proporre business innovativi e sono più propense a gestire un’impresa in termini di opportunità piuttosto che di necessità.
Una ricerca promossa dal Centre of Entrepreneurs ha evidenziato i punti di forza della leadership al femminile:

– Le donne imprenditrici, rispetto ai colleghi uomini, riescono a comprendere meglio quando è il caso di prendere decisioni rischiose e sono capaci di prenderle spesso.
– Le donne manager ostentano di meno i successi delle loro imprese.
– Sono capaci di gestire il lavoro in modo diverso rispetto ai colleghi, per esempio l’approccio verso l’impresa è più determinato in fasi delicate come la nascita e l’espansione.
– Le donne sono più propense a reinvestire gli utili per supportare la crescita dell’impresa.

I dati poi parlano chiaro: le performance aziendali di società che vantano consigli di amministrazione in cui vi è un mix equilibrato di presenza femminile e maschile sono poi migliori. In base a dati dell’Unione Europea questo comporterebbe addirittura profitti superiori del 56%.


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