Dalla tua parte

Mamma e imprenditrice? E’ possibile!

Da quando è nata la mia secondogenita mi sono ritrovata spesso a riflettere sulla condizione di una donna che si divide tra i suoi figli e il lavoro. Soprattutto in Italia, diventare un’imprenditrice è spesso il risultato di una serie di ostacoli incontrati durante il lavoro da dipendente, di una serie di scelte obbligate che ogni donna si ritrova costretta a fare. Ho voglia di condividere con voi qualche riflessione (non solo mia) sul tema, e darvi anche qualche piccolo consiglio in base alla mia esperienza e a quella di altre mamme.

Mamma presente o imprenditrice di successo?

Ma perché dovrei scegliere? Mi sembra assurdo ritrovarsi nella condizione di dover decidere se realizzarsi professionalmente o fare un figlio. E invece è così. Molte donne oggi si ritrovano costrette a fare una scelta forzata. Una donna che ottiene entrambe le cose è invece una donna serena e una mamma felice, stanca ma molto felice. La gioia di avere un figlio può essere oscurata da altri problemi, da possibilità negate, da una crescita professionale che non arriverà, da una serie di rinunce, e nulla dovrebbe invece togliere luce a questo momento. Molte sono le donne che scelgono di fare impresa da sole, ma mentre prima erano spinte a farlo perchè una donna con figli aveva meno possibilità di trovare occupazione o tenersi stretta quella che aveva prima della gravidanza, oggi i motivi sono diversi. Si tratta di donne che hanno dato importanza a quella vocina che chiedeva di realizzare un progetto professionale unico e personale e che mattone su mattone hanno costruito la loro azienda.

All’estero

In Inghilterra le chiamano Mompreneurs, sono le mamme imprenditrici che hanno scosso l’economia inglese, facendola impennare. In Italia invece emerge un dato estremamente curioso (e inquietante): secondo l’osservatorio sull’imprenditoria femminile di Confartigianato, pare che nonostante le imprenditrici italiane, di cui molte sono mamme, siano le più intraprendenti d’Europa, la nostra nazione è invece tra gli ultimi posti in Europa per l’occupazione delle donne con figli.

Il paradosso

Assurdo. Siamo ai primi posti per l’imprenditoria delle mamme ma tra gli ultimi per occupazione della donna con figli in azienda, e so che questo potrebbe avere molte motivazioni, che vanno dal culturale al sociale. Quello che resta però è che essere mamma non è un lavoro, ma assorbe tempo ed energia come se lo fosse. Ogni donna prima di fare in figlio deve porsi delle domande e poi di conseguenza fare delle scelte, ma mi sento di spronare chiunque abbia un piccolo sogno a non abbandonarlo: le due cose non sono inconciliabili. È difficile, ma non impossibile.

La mia esperienza di mamma imprenditrice

Io ho scelto di non scegliere. Ho scelto di costruire qualcosa di piccolo, coltivarlo giorno per giorno e farlo crescere, insieme alla mia famiglia. Certo, sono fortunata, ho dalla mia parte un marito che collabora a questo sogno, un’intera famiglia che fa squadra e allevia i miei pesi appena possibile, ma ci sono dei momenti difficili che stenterei a superare se non si trattasse di difendere la mia più grande passione. Quando pensavo al mio futuro, ero certa che “da grande” avrei avuto una bella famiglia con dei bambini. Poi quando anni fa ho scelto di cominciare questo cammino imprenditoriale questo pensiero è stato un po’ accantonato, si è sbiadito.  La mia attività mi assorbiva talmente tanto tempo ed energie che non avrei potuto gestire altro. Ho capito subito che non sarei mai stata una mamma “normale”. Ho capito che essere mamma e imprenditrice non comporta una divisione netta in compartimenti stagni. Le due cose possono integrarsi e proprio quando l’ho capito ho sentito tutti i pezzi di me stessa che andavano a posto e si mescolavano tra loro. Ho apprezzato ancora di più il fatto di essere madre, che non può e non deve essere un freno per la realizzazione personale.

Quando i sogni si realizzano

So che molte di voi conoscono bene quella sensazione di non essere mai abbastanza tranquilla, perché c’è sempre qualcosa a cui pensare o che sicuramente mi sarò dimenticata. Sono in ufficio e penso ai miei figli, sono con i miei figli e penso alle cose da fare in ufficio. Sono sempre stata una sognatrice e mi sono rifiutata di applicare le logiche della grande catena alla mia azienda. Ho eliminato tutti gli intermediari gestendo tutto in prima persona, ho mantenuto dei prezzi accessibili, ma questo ha un prezzo per me. È difficile, molto difficile, ma è la mia vita e non la cambierei per nulla al mondo. Le mie passioni mi danno la forza di affrontare qualsiasi difficoltà, per questo vi dico non abbandonate quel piccolo sogno che era lì accantonato. Nel cassetto lasciateci i calzini, tirate fuori sogni e progetti, scuotete via la polvere e spiegateli al sole.

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