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Piano di accumulo capitale

Hai mai sentito parlare del Piano di Accumulo Capitale, detti anche PAC? Ti stai chiedendo cosa sono? Proverò in maniera semplice e sintetica a descrivere questo interessante strumento per capire se può essere utile nelle nostre scelte di investimento.

Come funziona il piano di accumulo capitale

Con un PAC, si va a creare un capitale nel medio/lungo termine (5, 10, 15 anni). Questo avviene mediante versamenti costanti nel tempo, anche con cifre molto basse (es. 50,00 euro mensili). Supponendo che una persona versi 300,00 euro mensili per 10 anni, si troverà un capitale accantonato di 36.000,00 euro, a cui poi dovrà sommare l’eventuale apprezzamento del mercato di riferimento scelto.

Il piano di accumulo capitale come strumento finanziario

Il PAC è uno strumento d’investimento e si può utilizzare su qualunque mercato, da quello obbligazionario a quello azionario. A seconda della scelta, si differenziano ovviamente rischi e potenziali guadagni.

A disposizione di tutti

Questo strumento è così strutturato, perché consente a chi non ha grandi disponibilità, di investire direttamente nei mercati finanziari, e a chi invece ha importanti risorse, di ridurre il “Rischio Emotivo” dettato dalle normali fluttuazioni dei mercati.

Un esempio di piano di accumulo

Vedremo nell’esempio che segue cosa si intende per ridurre il “Rischio Emotivo” dei mercati:

L’esempio consiste nell’avere una disponibilità finanziaria iniziale di 500,00 euro ed un tempo “T” a disposizione suddiviso in 5 periodi, con le varie fasi di mercato. 

Il primo esempio

Nel primo caso si versano inizialmente tutti i 500,00 euro, al valore di mercato 100, ed è facilmente intuibile come si possa brevemente passare, da una situazione di euforia (quota 150), ad una di sconforto (quota 50), che dimezzerebbe potenzialmente il capitale investito. Si liquida al termine del periodo 5 a quota 100, senza aver realizzato nessun guadagno ed aver sopportato un “Rischio Emotivo” molto elevato.

Il secondo esempio

Nel secondo caso, si suddividono i 500,00 euro in 5 rate costanti da 100 euro ciascuna. Con questa metodologia si andrà a suddividere il capitale a disposizione nei 5 periodi del tempo “T” e a comprare, come evidenziato, in fasi di mercato differenti le une dalle altre. Dalla tabella è facile intuire che, aver acquistato in una fase di mercato apparentemente negativa, si è costruito il guadagno finale dell’investimento.

Tirando le somme

Quindi possiamo dire che più un mercato è volatile, più un PAC è funzionale nel tempo, e la volatilità dei mercati si può trasformare in opportunità. Sebbene però il PAC sia liquidabile in ogni momento, è opportuno accantonare quella cifra mensile che si riesce a mantenere nel tempo, per evitare di dover smobilizzare l’investimento in un momento poco favorevole.

A chi conviene un piano di accumulo

Il PAC conviene a chi ha un capitale ridotto o inesistente e nel tempo se lo vuole costruire facendo la cosiddetta formichina e a chi non soffre emotivamente le normali oscillazioni dei mercati.

A chi non conviene un piano di accumulo

Il PAC non è uno strumento da scegliere per quelle persone che non sopportano emotivamente le oscillazioni dei mercati e non è adatto neppure a chi non ha una quota costante del proprio reddito da dedicare a questa forma di accantonamento, oppure a chi ha bisogno del proprio risparmio nel breve termine.

Come si acquista e si costruisce un PAC

Il PAC si può sottoscrivere con un Fondo Comune d’Investimento o Sicav, oppure con un ETF (Exchange Traded Funds), che sono particolari fondi a gestione passiva. La sostanziale differenza sta nelle modalità di acquisto e nei differenti costi di gestione.

Conclusioni

  • Il PAC è una strategia d’investimento.
  • Consente di costruire un capitale nel tempo in ragione alle capacità di risparmio periodico.
  • Riduce drasticamente il “Rischio Emotivo”.
  • La volatilità dei mercati può trasformarsi in opportunità.
  • Potrebbe essere uno strumento non adatto a tutti.
  • Consente di impiegare in maniera professionale le piccole risorse finanziarie.
  • Accedendo a strumenti finanziari quali Fondi Comuni e/o ETF consente di ridurre drasticamente il rischio sistemico (vedi fallimento delle banche e default di emittenti di obbligazioni) attraverso un’adeguata e costruttiva diversificazione nei mercati di riferimento.

Davide Maso

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