"Il legale" risponde

La pace fiscale che verrà (forse)

Rubrica a cura dell’Avv. Stefano Artuso

L’ “annuncite” di cui soffre l’attuale Governo dovrà a breve fare i conti con la realtà dei freddi numeri e, per soddisfare le promesse avanzate dai due partiti di maggioranza, pare che buona parte delle risorse debba arrivare da una definizione a saldo e stralcio dei carichi fiscali pendenti.

Le anticipazioni che riguardano l’ormai celebre “pace fiscale” – che soltanto una malcelata vergogna impedisce ai nostri Ministri di chiamare col suo vero nome: condono –  dovrebbe riguardare non solo i debiti tributari iscritti a ruolo, ma anche quelli oggetto di semplice verifica o controllo. Debiti che dunque risultano tutt’altro che vetusti, né necessariamente sproporzionati rispetto alle condizioni economiche del contribuente, né tanto meno definitivi, non essendo intervenuta alcuna pronuncia giudiziale.

Al di là di tali profili di carattere tecnico, se non è possibile prevedere come verrà formulata questa ennesima misura condonistica, di una cosa si può star certi: essa ha creato e sta creando danni incalcolabili, poiché alimenta illusioni in chi spera di potervi rientrare, crea incertezza negli operatori di settore, fomenta strategie dilatorie in chi auspica una sua rapida approvazione e – quel che è più grave – incrina il rapporto tra Fisco e Contribuente in tutti quei cittadini che del condono non sanno che farsene, semplicemente perché le tasse le han sempre pagate.

Se l’obiettivo è quello di “fare cassa” e allo stesso tempo consentire ai contribuenti di chiudere le proprie pendenze, si faccia una cosa molto semplice: si ripropongano le “rottamazioni” delle cartelle esattoriali e delle liti pendenti, allungando i tempi di dilazione dei pagamenti sino a 120 rate mensili (termine già in uso nelle rateazioni con Agenzia delle Entrate-Riscossione).

Una soluzione siffatta non avrà l’appeal mediatico che una “pace fiscale” può avere, ma impedirà a questo Stato di abdicare, una volta di più, alle proprie prerogative ed eviterà di allargare ancor più il divario tra chi le tasse le paga sempre e chi le paga quando arriva un condono.

Avv. Stefano Artuso

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