"Il legale" risponde

Non chiamatela “Manovra”

Rubrica a cura dell’Avv. Stefano Artuso

La Nota di Aggiornamento al D.E.F. per il 2019 contiene una sola certezza: le risorse per sostenere i programmi del Governo non ci sono e non si sa dove trovarle.

Diventa così necessario rispolverare il ricorso al deficit ed ai condoni fiscali ed edilizi, puntare su una non meglio precisata spending review e scommettere sul mito della crescita economica che reddito e pensione di cittadinanza sarebbero in grado di garantire.

Affidarsi ad una misura assistenzialistica per rilanciare i consumi è non solo un azzardo, ma potenzialmente un boomerang.

E però l’elettorato è sovrano e va accontentato, costi quel che costi: così il condono diventa “pace fiscale”, il debito pubblico si trasforma in “cambialona”, lo spread è colpa del Piddì (e te pareva) e non frutto delle – libere e purtroppo inappellabili – scelte degli investitori stranieri.

I prossimi mesi saranno cruciali nello scenario economico nazionale ed il Paese non può permettersi di subire l’alibi (perché altro non è) dei vincoli Europei quale ostacolo alla crescita.

Il problema non è l’Europa, ma la mancanza di coraggio nel promuovere le riforme strutturali che altri Stati (in primis, la Germania con il “pacchetto Schröder”) hanno varato da tempo e di cui ora stanno vedendo i risultati.

Sino a quando l’orizzonte delle “manovre” sarà quello delle prossime elezioni e non quello delle prossime generazioni (per dirla con De Gasperi), dovremo accontentarci di crescite allo “zero virgola” ed alle sceneggiate sui balconi, che hanno il solo merito di trasformare in farsa un accenno di tragedia.

Avv. Stefano Artuso

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