"Lettere al direttore"

Misure urgenti a tutela e sostegno del commercio su area pubblica

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’Associazione del Commercio Ambulante e della Microimpresa G.O.I.A. Sezione Veneto-FVG. All’attenzione del Presidente del Consiglio dei ministri, Ministero dello Sviluppo Economico, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, ANCI Veneto. Spett.li, A causa delle prolungate chiusure dovute all’emergenza COVID-19 e conseguenti DPCM, il commercio su area pubblica si trova a far fronte a enormi difficoltà di ordine economico e sociale, che hanno portato il 75% delle imprese sull’orlo della chiusura definitiva, in special modo nell’ambito delle attività di vendita al dettaglio di prodotti non alimentari in quanto ancora soggette a provvedimento di chiusura come da decreti vigenti.

Pur comprendendo la necessità di tali provvedimenti, e sostenendo ogni dovuta iniziativa volta al superamento di questo difficile momento per la nostra Nazione, la situazione della categoria è giunta drammaticamente vicina ad un “punto di non ritorno” e riteniamo, giunti a questo punto critico, vitale la presa di coscienza da parte delle Istituzioni della necessità di porre in atto ulteriori urgenti misure di sostegno ad un comparto che conta oltre 200.000 Imprese sul territorio Nazionale e coinvolge oltre 1.000.000 di persone tra addetti ai lavori e i dipendenti.

Le richieste

Con tali premesse sottoponiamo alla Vostra attenzione le nostre osservazioni e richieste elencate a seguito, che sono il frutto e il compendio di una nostra attenta analisi delle difficoltà e delle segnalazioni raccolte in questi difficili giorni dagli operatori di mercato;

  1. Considerato l’attuale scenario epidemiologico con decorso positivo che ha  portato il Governo ad emanare  la cosiddetta “FASE 2”, si richiede l’immediata  riapertura con Decreto Governativo  di tutte le tipologie commerciali operanti su aree pubbliche, fermo restando le misure di sicurezza ed igiene da adottare per garantire la salute pubblica e la sicurezza della clientela e degli operatori stessi, anche alla luce della natura stessa della tipologia di commercio che, svolta all’aperto, implica un livello di  rischio minore rispetto ad ambienti chiusi e con maggiori possibilità di contatto di superfici e scaffali.
  2. Annullamento per almeno due anni o quantomeno riduzione nella misura del 50% dei pagamenti relativi a tributi/canoni/utenze comunali legati al piccolo commercio su area pubblica, senza ulteriori interessi od oneri per il contribuente
  3. Sospensione fino alla fine dell’emergenza dei pagamenti relativi alle imposte di natura statale (inclusa l’imposta sul valore aggiunto IVA) e dei contributi previdenziali relativi al piccolo commercio su area pubblica, senza ulteriori interessi od oneri per il contribuente.
  4. Sospensione per l’anno fiscale in corso degli Indici Sintetici di Affidabilità ISA.
  5. Sospensione fino alla fine dell’emergenza dei pagamenti relativi ai tributi di natura regionale relativi al piccolo commercio su area pubblica, senza ulteriori interessi od oneri per il contribuente.
  6. Il rinvio, almeno fino al 2022, degli adempimenti dovuti in materia di invio telematico dei corrispettivi e della c.d. “lotteria degli scontrini”, a causa della possibile mancanza di componentistica proveniente dall’oriente e in ragione dell’intento di individuare nuovi regimi fiscali ulteriormente semplificati per il piccolo commercio, confronto istituzionale – questo – necessariamente rinviato oltre l’emergenza in corso.
  7. La sospensione della computazione delle assenze ai fini della decadenza delle concessioni di posteggio sui mercati – ed attività assimilate – di tutta Italia a data da destinarsi. E’ infatti noto come molti operatori rientrino nelle casistiche previste dalla lettera b) dell’art. 3 del DPCM 8 marzo 2020.
  8. L’adozione di provvedimenti analoghi allo strumento della c.d. “rottamazione” e della c.d. “pace fiscale” al fine di fornire liquidità alle casse erariali alleggerendo il contenzioso fiscale e riducendo l’indebitamento delle piccole imprese.
  9. Rileviamo che l’attuazione e l’allestimento delle aree mercatali destinate attualmente alla vendita/somministrazione  di alimenti, piante e fiori, abbigliamento bimbo da parte delle amministrazioni comunali, avviene sulla base delle indicazioni evidenziate nel DPCM del 10 Aprile 2020 con modalità non eterogenee (ad esempio la valutazione del  numero di clienti consentito all’interno del Mercato e la segnaletica verticale ed orizzontale da utilizzare nei singoli posteggi, le misure di distanziamento delle attività  ed attrezzature a fini igienico-sanitario richieste). A tal proposito richiediamo di poter partecipare all’avvio di tavoli Regionali in videoconferenza con i rappresentanti della Regione e dei Comuni per proporre e giungere, sulla base dei vigenti Decreti Governativi, ad un regolamento unico, condiviso ed univoco su base regionale da utilizzare per un corretto ed efficace svolgimento dei mercati.
  10. Il riconoscimento specifico – ex Legge dell’emergenza sanitaria – come causa per la risoluzione immediata di contratti in essere (e.g. locazione di locali commerciali o di rami aziendali, ovvero contratti di lavoro quando non sia possibile l’accesso alla cassa di integrazione in deroga) fatta salva la previsione di sgravi fiscali ed incentivi nel caso della locazione di locali commerciali, rami d’azienda o beni strumentali, quando conduttore e proprietario riescano ad accordarsi su una sospensione/dilazione delle rate dovute.
  11. Misure di sostegno al reddito; preso atto del forzato stop delle attività per circa 2 mesi, dei mancati incassi di Fiere e Mercati e della perdita di merce deperibile o a carattere stagionale oltre che delle inevitabili problematiche derivanti dal riavvio dell’operatività stessa delle aziende, proponiamo, sulla base di analoghe iniziative già in essere (es: Regione Piemonte), un finanziamento una tantum a fondo perduto di euro 1.500 per le attività NON Alimentari ed Euro 800 per quelle Alimentari/Somministrazione a titolo di sostegno solidale.

I problemi del comparto

Non possiamo non sottolineare come il comparto che rappresentiamo sia già da qualche anno allo stremo a causa di una tassazione iniqua e della concorrenza – da noi ritenuta fortemente sleale – delle grandi multinazionali. Siamo infatti qui a chiedere il Vostro intervento affinché questa crisi non si traduca in un ulteriore colpo ad una categoria già allo stremo.

Come Associazione di Categoria il G.O.I.A. resta disponibile, come già comunicato in più occasioni, a informare, collaborare e adottare tutte le misure necessarie – nell’ambito del piccolo commercio – al fine di rallentare il contagio del COVID-19 sul territorio nazionale.

Cogliamo l’occasione per porgere i migliori saluti

Gilberto Marcolin, Presidente G.O.I.A. Veneto-FVG – Massimiliano Fedriga, Presidente Regione Friuli Venezia Giulia

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