"Lettere al direttore"

Servono scelte di coscienza e non di convenienza

Da sempre porto il massimo rispetto per le scelte politiche personali di ognuno ma qualcosa non torna quando uno si rende non solo disponibile a collaborare con un progetto  (è Paolo Bonafè ad essere venuto da me non io a cercare luci) e ne diventa attivo protagonista tanto da essere delegato a trattare per conto di Venezia è tua e da fare incalzante proselitismo e divulgare “santini” e dichiarazioni inneggianti a Baretta Sindaco e poi dalla sera alla mattina (guarda caso immediatamente dopo aver ricevuto non velati richiami e diffide per questa scelta – così mi ha riferito personalmente lo stesso Bonafè – da suoi datori di lavoro retribuito) cospargersi il capo di cenere e dirsi pentito per una scelta dovuta al fatto che non avevo capito quanto positivo era stato il lavoro di Brugnaro e ne diventa nuovo alfiere usando le stesse argomentazioni che prima usava per inneggiare a Baretta.

Per piacere riserbiamo  ad un ben più autorevole Paolo il riconoscimento della dignità di una conversione. Qui non ci sono vie per Damasco e le strade per l’inferno sono lastricate di sedicenti buone intenzioni. Forse sarebbe stato più dignitoso saltare un giro ma la dignità è come il coraggio per don Abbondio se uno non c’è l’ha non se lo può dare. Io non so quanti Veneziani voteranno per il sindaco uscente o per una discontinuità e per il nuovo progetto di ripresa e rilancio della città che Baretta a capo di una vasta coalizione che non teme defezioni ed anzi si rafforza di giorno in giorno rappresenta. 

Mi auguro solo che vista l’importanza della posta in gioco siano scelte di coscienza e di convinzione e non di convenienza e di costrizione.

UGO BERGAMO

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