"Lettere al direttore"

Un matto (dietro ogni scemo c’è un villaggio)

Tutti noi, nati e cresciuti in periferia avevamo il “matto” del paese, quello più sfortunato, magari non giovanissimo, da deridere. Lo prendevi in giro per il modo di vestire, per quello che diceva, per il suo atteggiamento.

L’errore

Era sbagliato anche questo ma noi eravamo giovani e stupidi. Quindi ingiustificabili in ogni caso. Chi di noi nega l’evidenza, mente spudoratamente anche se per noi fosse stato solo il matto.

I tempi che cambiano

Ma mai, e dico MAI, ci saremmo azzardati ad andare oltre, come hanno fatto i ragazzi di Manduria. Mai avremmo torturato un anziano, un disabile, un matto, o una persona meno fortunata di noi, per noia. Sapevamo benissimo tutti che nessuno dei nostri genitori ci avrebbe giustificato dicendo che era una “ragazzata”. Nessuno di loro avrebbe detto “ma mio figlio è un bravo ragazzo, non c’entra!”

Il caso di Manduria

Esattamente quello che sentiamo dai genitori di questi delinquenti (scusate ma non mi sento di giustificarli vista la loro età, non proprio giovane), ogni giorno. Antonio era un uomo qualunque. Un uomo buono. Che ha sempre fatto la sua vita senza dar fastidio a nessuno. Tranne a loro. Che si divertivano a schernirlo e a picchiarlo, senza ritegno.

Si poteva agire prima

Sono il frutto delle sberle mai prese, di quei genitori che non dovrebbero esistere, che sono dei falliti, che non hanno insegnato loro niente. E che di fronte al loro fallimento, ancora nascondono la testa sotto la sabbia.

Considerazione

E allora ricordo la frase “eh ma tu non hai figli, non puoi capire!”E per fortuna!! Perché se dovessi essere un genitore come voi, mi vergognerei! Non ho sentito una parola di conforto o scuse per questa persona torturata, morta a causa del bigottismo delle famiglie. Perchè fatalità nessuno sa mai niente. Però ci sono stati padri che per tutelare i figli gli hanno imposto di cancellare i video, invece che obbligarli ad assumersi le loro responsabilità. Tutto questo è aberrante.

Negare sempre

Però ci sono stati padri che per tutelare i figli gli hanno imposto di cancellare i video, invece che obbligarli ad assumersi le loro responsabilità. Tutto questo è aberrante. Spero che la giustizia dia un segnale forte. L’età non conta. Se adesso sono in grado di fare cose del genere, non oso pensare a cosa potrebbero fare da adulti.

Il consiglio

Pene severe, lavori socialmente utili per anni. Anche ai genitori. Perché a fare un figlio siamo capaci tutti. È dargli un’educazione il problema. E non insegnargli quanto grande sia il valore di una vita, qualsiasi essa sia, è un fallimento.
E questa società ha fallito sotto molto punti di vista.

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