L'opinione di Vincenzo Lovino

Al peggio non c’è mai fine. Ma non è che in Italia vada meglio

l Parlamento ungherese ha approvato il relativo nono emendamento della legge fondamentale, con 123 voti favorevoli, 45 contrari e 5 astensioni una legge che sembra “tagliata” su misura per ledere i diritti delle coppie gay e dei Lgtb.  “Il nostro obiettivo è proteggere i bambini, non discriminare gruppi”, ha assicurato la ministra della Giustizia, Judit Varga. Amnesty international e le Ong per i diritti civili parlano invece di “giornata nera” per la gender equality e lo Stato di diritto.

I precedenti

L’atmosfera era stata segnata da un discorso trasmesso in tv e online dalla ministra della Famiglia, Kátálin Novak, secondo cui le donne devono smetterla di preoccuparsi di guadagnare quanto gli uomini a parità di lavoro e qualifica e devono invece preoccuparsi in modo prioritario di mettere al mondo figli, di essere buone madri e centro e motore della famiglia tradizionale. Il significato pratico dell’emendamento costituzionale, secondo quanto scrivono Ansa, Reuters, Efe e tutte le maggiori agenzie di stampa internazionali, è il divieto di adottare e crescere bimbi per coppie omosessuali o transgender. Si apre dunque la questione se tale scelta sia o no compatibile con i valori costitutivi dell’Unione Europea (cui l’Ungheria appartiene) e della democrazia liberale. L’Ungheria non è nuova a manovre del genere.

Lo scandalo

Le più dure esternazioni omofobe erano venute da anni dall’ex eurodeputato del partito di Orbán (Fidesz) József Szájer, poi dimessosi dopo lo scandalo dell’orgia gay cui aveva partecipato a Bruxelles violando il lockdown, e da sua moglie la giudice Tünde Hando, ex presidente della Corte costituzionale, tuttora suo membro, e coautrice della riforma costituzionale scritta nel 2011 ed entrata in vigore nel 2012, ispirata al concetto di “democrazia illiberale” enunciato dallo stesso Orbán. Non di rado citando come esempi la Turchia, la Russia o la Cina, ed elogiando in pubblico Erdogan e Putin. Il nono emendamento dice testualmente: “La madre è femmina, il padre è maschio. L’Ungheria garantisce il diritto del bambino a identificarsi con il sesso con cui è nato”. Emendamento e nuova legge ammettono il diritto di adozione solo per le coppie eterosessuali. Secondo il portavoce di Amnesty international italia, Riccardo Noury, citato dalle agenzie Agi ed Efe, “arriva la consacrazione dello stigma e della discriminazione ai danni delle persone omosessuali, transgender e intersessuali”. Nel principale alleato dell’Ungheria nell’Unione Europea, la Polonia nazionalsovranista, il partito di maggioranza eletta PiS ha intanto pronta una legge per vietare ogni raduno, marcia o evento pubblico della comunità Lgbtq.

Adesso viene il bello!

Dato per scontato che si tratta di una legge assurda quella deliberata in Ungheria, si può parlare benissimo di un governo non certo democratico quanto di un vero e proprio regime dittatoriale. Ma questo non dovrebbe stupire. L’atteggiamento di Orban sembra stupirci ma se riguardiamo a poco tempo fa le sue dichiarazioni contro esuli ed emigranti parlavano addirittura di erigere un muro alle frontiere. Ora l’UE sembra quasi stupita da questo atteggiamento ma non si rende conto che forse è stata sin dall’inizio troppo tollerante.

Le colpe della sinistra

La colpa comunque, sia in Europa che in Italia, è anche della sinistra. Ora che si tocca un argomento che tocca tutta la sinistra europea inizia la rivolta. Si tollera, si tollera poi quando certe situazioni toccano certe (ma solo certe) ideologie della sinistra allora ci si muove. Così accade in Italia con il ddl Zan. Ora tutti in piazza a protestare ma quando la sinistra poi non difende altre cose per le quali dovrebbe rappresentare il punto di riferimento (ad esempio la tutela delle donne e del lavoro femminile sempre trattato in maniera quasi umiliante rispetto a quello maschile) la sinistra non scende in piazza a protestare.

Il mio parere

Si tratta, a parer mio, di crociate della sinistra fatte “ad hoc” per attirare attenzione e consensi quando invece sarebbe più importante (e nelle loro orde visto quanto dichiarano) azionare manovre contro una burocrazia che dilaga a tutti i livelli distruggendo ogni attività imprenditoriale o qualsivoglia forma di fare imprese. La sinistra in questi casi non interviene, pur forte dell’appoggio dei sindacati. Vorrei solo sottolineare una cosa. Adesso la sinistra europea e italiana (comunque in ritardo rispetto ad altri paesi della UE) si indigna e protesta ma esiste già una legge (la Legge Mancini ndr) che già tutela certi diritti in Italia e noi ci preoccupiamo di questo ddl Zan. Una mia piccola considerazione? Cara sinistra, pensi ai veri problemi o potrebbe passare come un partito dall’atteggiamento ipocrita

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