L'opinione di Vincenzo Lovino

«Noi siamo in guerra. Servono norme da guerra»

Lo ha detto il capo della protezione civile nazionale Fabrizio Curcio paragonando la pandemia Covid a una guerra.

Il piano vaccinale

Il piano vaccinale è iniziato a dicembre 2020, in tre mesi non siamo ancora riusciti a vaccinare tutti gli over 80 ma diamo priorità ai dipendenti statali, magari giovani e in buona salute. Questi proclami allarmistici non fanno altro che aumentare il disagio e lo stato d’ansia di un Paese già provato su tutti i fronti, non ultimo quello economico che vede nuovamente tutto bloccato nel mese di aprile.

Il gioco dei colori

Fino alla metà di aprile la zona gialla non sarà contemplata, Pasqua e Pasquetta per tutti in zona rossa e, per il restante mese, tutte le regioni saranno soltanto in zona rossa o arancione oppure verrà considerata una zona gialla rafforzata con regole più severe. Verso metà aprile saranno valutati i dati generali e se la situazione risulterà in miglioramento, allora si potrà considerare il ritorno anche della zona gialla altrimenti se ne riparlerà direttamente a fine aprile.

La tanto criticata DAD

Per la scuola rientro in classe degli alunni fino alla prima media per le zone rosse e fino alla terza media per quelle arancioni, con il 50% in dad per le superiori. Una situazione scolastica disastrosa, dove a pagare sono i nostri ragazzi bistrattati da mesi e le famiglie che si sono trovate conseguentemente ad affrontare tutte le problematiche legate alla didattica a distanza con enormi disagi sull’organizzazione quotidiana.

Salvini

La Lega e in particolar modo Salvini spinge giustamente e, a ragion veduta, per le riaperture dopo Pasqua, esattamente dal 7 aprile, data in cui entreranno in vigore le nuove regole, ma su questo punto non ci sono molte certezze perché si teme che le riaperture possano spingere i cittadini a pensare che l’emergenza sia scemata. Paghiamo quindi un prezzo altissimo. Palestre chiuse da mesi, teatri e ristoranti che non lavorano più. Il mondo dell’imprenditoria in ginocchio che sconta l’incompetenza governativa incapace di mettere in salvo il nostro Paese.

Ancora una volta l’inefficienza di questo Governo ricade sui cittadini, dalle famiglie all’imprenditoria che invece di essere tutelati sono ancora oggi il capro espiatorio di una situazione fuori controllo da mesi.

Vaccini

Ricominciamo dai fatti. Per ripartire vacciniamo le categorie a rischio e soprattutto rendiamoci conto che il collasso economico non può e non deve essere un problema di serie B per questo Paese. Ritorniamo alla normalità, riapriamo chi chiede di lavorare come base di un diritto umano di cui non possono privarci.

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