L'opinione di Vincenzo Lovino

Quando il colpevole lo trovi dopo 21 anni!

E’ notizia di qualche giorno fa. Lo sappiamo, l’omicidio non va in prescrizione, ma trovare il colpevole dopo 21 anni sembra quasi paradossale. Fossero passati alcuni anni probabilmente avremmo assistito al “delitto perfetto”. È stato identificato, comunque, l’autore del reato dopo 21 anni. Come? in modo rocambolesco. Nella notte a cavallo del millenium bug cioè tra il 2 e 3 gennaio 2000 un noto ristoratore venne trovato agonizzante nella cantina del suo ristorante. Morì poche ore dopo. Non si trovò mai il colpevole al tempo. Ma a distanza di 21 anni la polizia, che in quel momento aveva refertato tutti i dati biologici di quella che sembrava una rapina finita male, aveva catalogato il dna dei rapinatori. Successivamente ulteriori inserimenti di tracce di dna , del tutto involontarie, hanno permesso al database di incrociare i dati con quelli del presunto killer. Che così è stato condannato e incarcerato. Ma dopo oltre 20 anni.

A chi mi riferisco

All’omicidio di Pietro Beggi, noto chef del ristorante Ciabot del Grignolin di Calliano, nell’Astigiano, ucciso 21 anni fa che finalmente ha un responsabile. La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha riformato il proscioglimento di Giampaolo Nuara, deciso in primo grado con rito abbreviato, condannando l’imputato a 14 anni di reclusione  per omicidio preterintenzionale. A tradirlo una traccia di sangue lasciata su un vetro frantumato per introdursi in casa di notte e la saliva rilevata dai mozziconi di sigaretta presenti sulla scena di un altro furto erano di Nuara e, una volta immessi nel database, hanno incrociato quella ricerca latente dall’epoca dell’omicidio di Calliano.

La mia opinione

Ma questa situazione deve farci molto riflettere su come sta cambiando il sistema di indagine della Polizia. Ormai nessun elemento viene tralasciato e tutto viene immagazzinato. Si pensi ad esempio all’uso indiscriminato delle telecamere che ormai fanno parte del nostro panorama visivo. Sono infatti dovunque. E la reperibilità e rintracciabilità dei cellulari? E l’uso dei social? Insomma la Polizia può avere tanto materiale che, come nel caso evidenziato sopra, presto o tardi la polizia potrebbe utilizzarlo. Si delinea quindi una linea di confine molto sottile tra necessità della polizia di avere elementi di indagine e la libertà di movimento. Vedremo cosa succederà nei prossimi anni.

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