L'opinione di Vincenzo Lovino

Se un imprenditore è serio, è serio e basta. Ma occhio a chi si spaccia tale

Avrò fatto nella mia vita non meno di 5.000 colloqui di lavoro. Per me stesso e per aziende clienti. Da questa “avventura” chiamiamola così ne ho anche ricavato un libro (tra il serio e il faceto) che ho distribuito nella maggior parte delle biblioteche del Nordest. Sono rimasto basito quando ho scoperto che una povera ragazza (e non solo lei a quanto stanno appurando le indagini) era stata drogata in fase di colloquio di lavoro.

Quando tutto diventa lecito

In effetti in questo periodo penso siano un po’ saltate le regole del gioco. E già da tempo avevo notato questa cosa: ognuno si gioca le sue carte ed ormai il colloquio di lavoro non è soltanto la ricerca di lavoro ma spesso si trasforma nella ricerca di qualcosa. L’imprenditore vuole farsi vedere grande leader affermato e realizzato (è un complesso di inferiorità o superiorità??) e il candidato si vende per quello che non è: tipica la frase di un ventenne “so fare tutto”..e quindi sulla storia dei falsi comportamenti tutto diventa lecito, anche per una risorsa accettare un invito a casa del futuro possibile titolare e per quest’ultimo adescare la malcapitata con la droga per poi stuprarla. La situazione che si è creata a Milano è un estremo ma purtroppo reale .Probabile che ci siano, ci saranno e probabilmente ci saranno stati, imprenditori che hanno usato i colloqui per adescare e allo stesso modo ci sono ci saranno e probabilmente ci saranno stati risorse che in sede di colloquio hanno usato tutte le carte della seduzione per arrivare ai loro scopi: farsi assumere a tempo indeterminato.

Chi ha ragione? Chi ha torto?

Mi ha sorpreso molto la frase riportata dai giornali a proposito della vittima che ha fatto scoppiare il caso:  “voglio giustizia”. Forse la vera “cosa giusta “ da fare è non accettare lusinghe e smancerie. Il colloquio di lavoro molto probabilmente non è il posto idoneo e un vero imprenditore li fa nel suo studio. Non certamente a casa sua o per strada. Senza colpevolizzare nessuno, l’errore sta nel mezzo: l’imprenditore/stupratore non è certamente un vero imprenditore, dal canto suo la ragazza doveva quanto meno essere meno ingenua. Tutto qui ! Speriamo che questa situazione possa essere di monito!

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