L'opinione di Vincenzo Lovino

Venezia in Serie A. Bravi ragazzi ma ora?

Il Venezia è tornato in massima serie dopo 19 anni. Un gran bel risultato per una città unica al mondo. Ma al di là del risultato sportivo cosa potrebbe succedere alla città ora che se la giocherà contro città come Roma, Torino, Milano o Genova? Proviamo ad andare al di là calcio e analizziamo la situazione. Stadio? Certamente un problema che non è di oggi. Il vecchio Penzo non è abilitato alla serie A ma potrebbe ottenere una deroga e (finalmente direi) preparare Venezia a uno stadio in terraferma.

E i soldi?

Ma i soldi vi chiederete? Quelli potrebbero arrivare da due canali: i fondi che il Governo ha stanziato per le infrastrutture e il fatto che Venezia abbia il suo fondo come “città speciale” e poi dagli sponsor. Eh si. Proprio gli sponsor. Chi non sarebbe invogliato a legare la propria immagine a una città unica al Mondo? Proprio la piazza della Serie A con la sua visibilità, gli accordi televisivi, le dirette, potrebbero portare molte grosse aziende a puntare su una neopromossa. Non una cosa da poco. Parliamo di un giro di affari di svariati milioni. Con buona pace (e buona fortuna) alla parte di terraferma che è rappresentata dall’AC Mestre ma che (Ahimè) milita in serie D.

Altro che boccata d’ossigeno

Sarebbe un’iniezione di soldi come forse non se ne sono mai viste! E questo, a caduta, potrebbe dare anche una spinta al turismo e alla ripartenza della stessa Venezia, augurandoci che il prossimo campionato si possa finalmente disputare di nuovo a porte aperte. E quindi, tra abbonamenti, biglietti, tifosi, permettere alla società di andare in attivo. Ma questo è un progetto a breve termine. La deroga avrebbe valore solo per un anno e poi il Venezia dovrebbe salvarsi e restare nella massima serie. Altrimenti che investimento si potrebbe fare se la durata è soltanto di pochi mesi? Di certo questa promozione va molto al di là del pallone per Venezia.

Passiamo agli sconfitti

Il Cittadella ha visto sfumare la promozione all’ultimo secondo. Peccato. Si sarebbe ripetuto il miracolo del Chievo e certo anche la cittadina padovana avrebbe risentito positivamente del salto di qualità. Perché? Perché anche se ha solo 18.000 abitanti rientra nel patrimonio italiano delle città murate. In sé è un piccolo gioiellino. Di certo si sarebbe fatta conoscere (Venezia non ha bisogno di presentazioni), ha uno stadio già a posto e tutti gli investimenti (probabilmente in maniera inferiore a Venezia) si sarebbero concentrati sul “Citta”. Ma ve la immaginate una piccola cittadina che tiene testa alle grandi con alle spalle sponsor potenti? Un miracolo commerciale. Con seguito di turisti, curiosi e alberghi con prenotazioni per un anno intero.

Vorrei un Veneto da Serie A

È stata una finale tutta veneta. Chiunque vincesse avrebbe portato in Regione flussi di soldi. È toccato a Venezia. Capoluogo di Regione. Di una cosa possiamo essere certi. Venezia è una splendida cartolina. Che non sia egoista però. Il Veneto è una realtà produttiva. Se Venezia merita la A, deve trovare il modo di portare anche il Veneto nella stessa serie. La mia ricetta? Facciamo ripartire il turismo. E da Venezia (squadra) portiamo la gente a rilanciare l’economia a Venezia (città) e in tutto il Veneto. Avrò ragione? Lo scopriremo insieme nei prossimi mesi.

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