"Si dice che ..."

… il nostro iceberg si sta sciogliendo

Rubrica a cura di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE. www.78srl.it/78pagine

Il nostro iceberg si sta sciogliendo è un libro che è uscito qualche anno fa. L’autore, John Kotter, scrive sotto forma di favola una lezione utile per il lavoro e la vita, in generale.

La storia parla di una colonia di pinguini che vivono in un iceberg, con abitudini consolidate nel tempo. Nessuna minaccia sembra toccarli, finché un pinguino non scopre che una grave minaccia incombe sull’iceberg.

Quella scritta da Kotter è una storia di resistenza al cambiamento, che passa prima per la negazione del cambiamento stesso. I pinguini pensano che il mondo a cui sono abituati non possa cambiare: è sempre stato così e continuerà a essere così …

Accede, però, che “la certezza compiaciuta che tutto va-bene-proprio-bene-benissimo-non-potrebbe-andar-meglio” comincia a sciogliersi e si sbatte il naso contro l’evidenza del cambiamento. C’è chi (e non è nella favola) il naso se lo rompe pure, sbattendo contro un cambiamento che aveva negato o non aveva percepito.

Un caro amico direbbe che “ci tocca cambiare” e che è “stanco di sentire che cambiare è bello. L’essere umano è abitudinario”. Non pigro, ma abitudinario sì, aggiungerebbe, perché le abitudini sono (piccole) certezze.

Quello che fa John Kotter è mostrare proprio questo. Le abitudini sono le nostre certezze. Non siamo disposti a rinunciare a ciò che noi riteniamo sicuro e anche se vediamo l’incertezza e avvertiamo il cambiamento siamo portati, in prima battuta, a negarlo. Finché l’evidenza diventa tale che è necessario cambiare, malgrado i propri desideri.

Ognuno di noi può vivere sopra un iceberg che si sta sciogliendo, perché c’è una crepa che lo rende instabile. Si può decidere di tenerlo insieme con una super-colla, di rimanerci sopra nella speranza che tutto vada per il meglio, cercare un nuovo iceberg che farà prendere, magari lentamente, nuove abitudini e consuetudini.

Si dice che solo gli alberi non si possono spostare. Gli alberi, è vero, non hanno gambe, ma mettono lunghe radici se devono trovare l’acqua che permette loro di sopravvivere.

Alessandra Marconato 

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